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Costa caro la farsa nei cieli di Ustica

Tutti assolti gli imputati, ma i rimborsi sono da record lo stesso

I processi per far luce sulla Strage di Ustica del 27 giugno 1980, sono emblematici dell’impazzimento della giustizia italiana. Di fronte a una sentenza penale che, dopo anni di indagini, perizie, interrogatori, ha stabilito come il Dc9 dell’Itavia non sia stato abbattuto da un missile, come pretenderebbe la vulgata mediatica corrente, ma con molta probabilità da una bomba a bordo, irrompono le sentenze civili che dicono il contrario, dando fiato a chi, sulla base di mere ipotesi e nessuna prova, ha per anni sostenuto il “grande complotto” nazionale e internazionale per tenere nascosta la verità. E così, se i generali dell’aeronautica vengono assolti per non aver depistato le indagini, e se gli esami dei più grandi periti internazionali dicono che non c’è la minima prova dell’impatto di un missile sul velivolo civile con 81 persone a bordo, tutti morti, spunta un giudice monocratico di Palermo, Sebastiana Ciardo, che condanna i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire con 5 milioni 637.199 euro, 14 familiari, o loro eredi, di sei delle vittime. Tutto ciò mentre fra pochi giorni, mercoledì prossimo, alle 16.30, nella sala delle Colonne della Camera dei deputati, le tre associazioni aereonautiche (Associazione Arma Aeronautica, Associazione nazionali ufficiali Aeronautica e Associazione nazionale Aeronavigante), presenteranno “Ustica, il mistero e la realtà dei fatti”, il libro scritto da Goram Lilja, uno dei membri della Commissione d’inchiesta sulla strage, esperto di fama mondiale nell’incidentistica aerea. Un libro che spiega come sia assolutamente certo che il Dc9 sia stato abbattuto, al cento per cento, da una bomba a bordo, posizionata all’interno della toilette. Con Liljam ci sarà anche Frank Taylor, uno dei più grandi periti internazionali che prese parte al processo giungendo alle stesse conclusioni. Nonostante sia ormai incontrovertibile che la verità su Ustica sia questa, la giustizia italiana, ignorando le sentenze di assoluzione, va avanti per la sua strada, stabilendo risarcimento milionari. Giustizia malata.

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