Un schiaffo a chi, dopo tanta attesa, lo scorso 3 giugno aveva visto riconosciute le sue ragioni. Una storia vecchia, iniziata nel 1966 ma che solo lo scorso anno si era parzialmente conclusa con la condanna a 18 anni di reclusione del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, Il processo era quello per lo scandalo Eternit e il "parzialmente" è d'obbligo visto che la Cassazione, ora, rischia di annullare tutto. Il sostituo pg, Francesco Mauro Iacoviello, ha infatti chiesto ai giudici della prima sezione penale della Suprema Corte di dichiarare la prescrizione dei reati contestati predisponendo l'annullamento senza rinvio. "Il processo arriva a notevole distanza di anni - ha osservato il pg - è vero che la prescrizione non risponde alle esigenze di giustizia, ma stiamo attenti a non piegare il diritto alla giustizia. Di fronte a questi, il giudice, soggetto alla legge, deve scegliere il diritto". Nella sua lunga requisitoria, Iacoviello ha ricordato che questo è il "primo processo sull'Eternit in Italia, ci sono attese notevoli da parte di tutta la comunità scientifica: voi sancirete un precedente che varrà per il futuro. Il pg, quindi, ha parlato di "disastro silente, che si muove impercettibile nelle cellule umane ed emerge decenni dopo", un reato, quello di disastro, che "ha come effetto una serie straziante di migliaia di morti". L'imputato, ha aggiunto il magistrato, "è responsabile di tutte le condizioni ascritte. È facile cedere alle tentazioni del homo economicus di avere il profitto oggi e il morto domani, ma ciò che perdura non è il disastro, ma le morti". Il verdetto è previsto per la prossima settimana.
Processo Eternit, il pg della Cassazione: "Annullare la condanna, reato prescritto"
In appello il magnate svizzero Schmidheiny era stato condannato a 18 anni di reclusione
