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Guerriero Isis con la Lazio nel cuore VIDEO

Un jihadista mostra lo scudetto biancoceleste col numero 15 di Gonzalez. Nel video viene interrogato con una benda sugli occhi e le mani legate. Lotito taglia corto: «La maglia è taroccata»

Che la Lazio non sia fortunata nella sua storia di 114 anni è un dato assodato, che spesso sia rimasta coinvolta in scandali di cronaca tra scommesse e tragedie, è altrettanto vero. Ci mancava pure questa per rendere ancora più lungo e in certo senso straordinario l’elenco: un guerriero dell’Isis, catturato probabilmente nella zona nord dell’Iraq, che sfoggia la maglia con l’aquila biancoceleste sul petto. Taroccata, acquistata in qualche mercatino orientale oppure arrivata nelle mani del sanguinario combattente con qualche pacco della Caritas, sta di fatto che in un video anche su youtube compare, e non per un motivo nobile, il nome Lazio. In realtà la maglia sembra più dell’Uruguay che quella della squadra più antica della Capitale, ma lo scudetto sul cuore è una riproduzione esatta di quella che solitamente indossano Candreva e Klose. Potrebbe essere un ammiratore di Alvaro Gonzalez visto che il guerriero mostra il numero quindici, proprio quello del «Tata» centrocampista della Lazio e della «Celeste». Altra spiegazione francamente non sembra esserci, oltretutto in un momento storico in cui il club di Lotito non è al top del calcio italiano. Tant’è, ormai il video ha fatto il giro del mondo e l’associazione Lazio-Isis ha fatto sorridere qualcuno e arrabbiare qualche altro. Con una benda agli occhi e le mani legate dietro la schiena, il membro dell’organizzazione estremista islamica che sta spargendo terrore nell’area mediorientale, viene rifocillato dai soldati curdi. In queste settimane i Peshmerga stanno contrastando l’avanzata degli jihadisti dello Stato Islamico. Si conferma quindi la tradizione dei guerrieri eredi di Al Qaida da sempre molto vicini ai simboli occidentali. Lo strano rapporto tra i jihadisti e lo sport si è consolidato negli ultimi anni (un ex giocatore dell’Arsenal ha sposato la causa del terrorismo). Osama Bin Laden era un appassionato di cavalli e, durante il suo esilio in Sudan, non perdeva un gara ippica all’ippodromo di Khartum. Passione per i cavalli che ha mantenuto anche in Afghanistan dove sovente faceva lunghe cavalcate tra le colline vicino Khandahar. In gioventù Bin Laden si era convertito al tifo per la squadra inglese di football dei «gunners»: l’Arsenal. Negli anni novanta, Osama frequentava lo stadio di Highbury, è stata certificata la sua presenza nel ’94 nelle partite di Coppa delle Coppe contro il Torino e il Paris Saint-Germain. Solo per ricordare qualche episodio del passato perché, tornando alla maglia della Lazio, è davvero incredibile che sia accaduto ancora al club biancoceleste di dover tornare sulle pagine dei giornali del mondo senza alcuna reponsabilità, anzi per un terrorista pseudo-tifoso della Lazio.

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