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Gli diagnosticano una frattura, era un tumore. Muore a vent'anni

Il calvario di Domenico Natale, operato al ginocchio per un infortunio mai esistito

Se solo avessero capito che non si trattava di una frattura ma di un tumore osseo, Domenico Natale forse sarebbe ancora in vita. Quel male terribile che lo ha portato via a soli 22 anni, avrebbe potuto essere affrontato, e magari curato. E invece due medici della casa di cura “Nuova Itor” hanno letto male le lastre al ginocchio, diagnosticando un infortunio all'articolazione. Era qualcosa di molto peggio: un cancro. Un errore gravissimo, che ha trascinato il giovane di Caserta nel calvario della malattia, fino alla morte, e i due medici nelle conseguenti accuse della magistratura, che ha aperto un fascicolo sulla vicenda. L'ortopedico e il radiologo che hanno avuto in cura Domenico sono già sotto processo per lesioni colpose ora potrebbero essere chimati a rispondere di omicidio. Tutto inizia nel maggio 2013 quando il ragazzo viene visitato alla gamba. Domenico ama lo sport, gioca a calcetto. Ma non sa dare una spiegazione alla frattura che gli viene diagnosticata, spiega di non aver subito traumi. Viene operato. Ma l'intervento, secondo la magistratura inquirente, ottiene l'effetto di far espandere il tumore, fino a quel momento latente. Quando in seguito a un successivo controllo i medici si accorgono delle numerose metastasi, ormai è troppo tardi. Tutta la gamba è compromessa e deve essere amputata. Inizia così il dramma di Domenico, terminato la scorsa settimana quando se n'è andato per sempre.

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