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Siddi: l’industria dello spionaggio è trasversale

LONDRA «L'industria dello spionaggio ormai è trasversale e onnipresente. Con l'avvento della sfera digitale i rischi di violazione della privacy e dei giornalisti sono esponenzialmente aumentati a...

LONDRA «L'industria dello spionaggio ormai è trasversale e onnipresente. Con l'avvento della sfera digitale i rischi di violazione della privacy e dei giornalisti sono esponenzialmente aumentati a causa della natura diffusa e pervasiva delle tecnologie telematiche». Lo ha detto il segretario Fnsi, Franco Siddi, in occasione della Conferenza di Londra (15-18 ottobre), organizzata dalla IFJ, incentrata sull'impatto della sorveglianza di massa sulla libertà di stampa e sulle misure concrete al fine di salvaguardare i giornalisti e le loro fonti. «Noi siamo per una stampa libera di funzionare e mezzi di comunicazione con giornalisti protetti - ha detto il presidente IFJ, Jim Boumelha, aprendo i lavori - Chi vuole scardinare questi valori, mina valori democratici. Si tratta di uno sviluppo molto preoccupante delle attività di spionaggio e controllo dell'informazione a cui i giornalisti, internazionalmente, devono dare una risposta». Siddi ha invece spiegato che «circa l'80% delle nostre attività ha una proiezione digitale, abbiamo una sorta di clone: una digital persona che va in giro per la rete e racconta chi siamo, cosa facciamo come pensiamo. I cassetti di questa identità sono le poste elettroniche e l'industria dello spionaggio telematico crea in continuazione nuovi rovistatori in grado di frugare dentro la nostra privacy e svelare segreti di natura privata e professionale».

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