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Adesso si indaga anche sulla metro B1

Nel mirino della Corte dei conti i rinvii per l’apertura della fermata Ionio. E sulla linea C blitz della Finanza in Campidoglio per acquisire le carte

Non c’è C senza B. Mentre la Guardia di Finanza martedì scorso, su delega della procura della Corte dei conti del Lazio, ha perquisito il Campidoglio per prelevare gli incartamenti amministrativi relativi alla linea C della metropolitana di Roma, l’attenzione dei pm contabili potrebbe presto spostarsi sui maggiori costi sostenuti per la metro B1 e sui ritardi nella realizzazione della stazione di piazzale Jonio. Con una mano Roma Metropolitane srl ha concesso alle ditte costruttrici un premio di 22 milioni per accelerare i lavori della linea che da piazza Bologna porta a piazza Conca d’Oro, con l’altra mano ha firmato più di una proroga sulla consegna dell’opera, slittata fino al 19 dicembre 2012. A notare «l’incongruenza», nonché l’inutile esborso di denaro, è l’Autorità nazionale anticorruzione nell’adunanza del 6 marzo 2013: «Si osserva come i tempi che la stazione appaltante intendeva recuperare con l’introduzione del premio siano stati nuovamente concessi all’appaltatore con una serie di proroghe e tempi aggiuntivi». All’importo di 358.723.042 euro pagato al consorzio Risalto, bisogna poi sommare gli oneri aggiuntivi per 51,5 milioni riconosciuti con due accordi bonari da Roma Metropolitane. «Altra criticità che emerge dagli elementi acquisiti - si legge nella deliberazione dell’Autorità - è un’entità economica rilevante del contenzioso che ha interessato la realizzazione dell’opera». Il riferimento è ai limiti alle deroghe sul rumore durante il cantiere, ai danneggiamenti causati al fabbricato di viale Libia 120 e «ai malfunzionamenti degli impianti che hanno determinato disservizi e, talvolta, la totale interruzione del servizio, con rilevanti disagi per l’utenza». Le cose non sono andate meglio con il prolungamento della linea B1 da piazza Conca d’Oro a piazzale Jonio: 136 milioni per scavare poco più di un chilometro di tunnel, un prezzo proporzionalmente più alto alla tratta Bologna-Conca d'Oro. E poi il ritardo sulla fine dei lavori: la consegna prevista per marzo 2013 è slittata fino a febbraio 2015. Sui cartelli affissi nel cantiere si preferisce non fare cenno alla tempistica. I residenti della zona sono stanchi di aspettare. «Non se ne può più - si sfoga Paolo, 65 anni - il traffico su via Valle Melaina è sempre congestionato e trovare parcheggio è un miracolo». «Non se famo più meraviglia di nulla, basta guardare la metro C - commenta rassegnato Marcello, pensionato, davanti al barbiere di piazzale Jonio - in Italia funziona così: si cerca di magna’ il più possibile». «Perché quando un professionista fa un preventivo deve rispettarlo e invece quando si costruisce una metropolitana si parte con una cifra e si arriva a un'altra?», si domanda sfiduciato Michele, mentre osserva il cantiere della B1. Non va meglio sul fronte della Metro C. Le indagini della Corte dei conti contano 21 indagati in un primo filone che contesta un danno erariale da 368 milioni per il periodo 2006-2010 e una quindicina di indagati per gli accordi siglati dal 2011 a oggi. Dopo le perquisizioni di settembre in Roma Metropolitane, la Guardia di finanza di Ostia ha passato al setaccio il Comune. La delega della Procura contabile è ampia: «Acquisire gli atti relativi alla progettazione, direzione lavori e forniture». Gli atti saranno messi a disposizione anche del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, la cui delega è stata firmata dalla Procura ordinaria. L’inchiesta penale è ancora in una fase embrionale e, allo stato, conta due ex dirigenti di Roma Metropolitane, accusati di abuso d’ufficio. Tuttavia agli investigatori non convince che dietro i sospetti illeciti compiuti nell’affaire Metro C ci siano esclusivamente i due ex funzionari. L’ipotesi è che ci possa essere stato un impulso di natura politica. Una sorta di "regia" che abbia indirizzato gli allora dirigenti di Roma Metropolitane ad alzare il valore del contratto siglato con il Consorzio di imprese Metro C.

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