Verifiche fiscali «addomesticate» in cambio di regali e viaggi. Con l’accusa di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio sono stati mandati in carcere il colonnello della Guardia di Finanza Fabrizio Giaccone, fino a giugno scorso comandante all’aeroporto di Fiumicino, Fabio Massimo Mendella, ex responsabile verifiche fiscali del Nucleo di polizia tributaria di Napoli (già in galera) e l’imprenditore farmaceutico Nazario Matachione. L’inchiesta è condotta dal procuratore aggiunto partenopeo Vincenzo Piscitelli e dai sostituti procuratori Henry John Woodcock e Celeste Carrano, che hanno anche iscritto nel registro degli indagati l’ex comandante interregionale per l’Italia meridionale delle Fiamme Gialle, il generale Vito Bardi. Stando al capo d’imputazione formulato dalla Procura della Repubblica napoletana, il generale Bardi avrebbe riferito a Mendella dell’esistenza di un esposto e della successiva inchiesta che puntava a svelare sospetti illeciti compiuti dall’imprenditore farmaceutico. Così, Mendella e Giaccone avrebbero compiuto accertamenti su Matachione «parziali, circoscritti, omissivi, superficiali» e, in concreto, «finalizzati a simulare l’effettivo svolgimenti di attività di verifica e di indagine nella realtà non svolte e comunque» compiute «non in modo ampio e penetrante e tali comunque da evitare l’emergere di illeciti in precedenza commessi». In cambio i due ufficiali, secondo la magistratura napoletana, avrebbero ottenuto alcune utilità dall’imprenditore: «Un viaggio e soggiorno a Parigi per quattro persone (intero nucleo familiare del Giaccone) dal 7 dicembre all’11 dicembre 2010 del valore superiore a euro 10mila; un viaggio soggiorno a New York per quattro persone (intero nucleo familiare Giaccone) dal 15 al 22 ottobre 2010 del valore di circa 20mila euro; un orologio Rolex modello Daytona per il Giaccone; l’assunzione di Caterina Federico, coniuge del Mendella senza effettiva prestazione; lavorativa presso la farmacia del corso del Matachione e connessa retribuzione». Episodi che, in base alle indagini della Procura, sarebbero stati commessi a partire dal febbraio 2010. Secondo il giudice per le indagini preliminari, «le condotte» dei due ufficiali, sarebbero state «tutte ispirate da finalità lucrative e di personale arricchimento economico», assumendo «il tratto di una vera e propria abitualità a delinquere, con caratteristiche di professionalità nel reato».
«Regali per verifiche soft» Finanzieri in carcere
Ivan Cimmarusti Verifiche fiscali «addomesticate» in cambio di regali e viaggi. Con l’accusa di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio sono stati mandati in carcere il colonnello della...
