Ecco lo Stato che lascia al verde i suoi cittadini, pur avendo proprio sul verde, nel senso delle tasse applicate sull’ambiente, lucrato. Con la scusa di mettere imposte su chi inquina e sulle attività legate all’ambiente l’erario si è messo in tasca in 20 anni ben 847,3 miliardi di euro. Una quantità astronomica di denaro sufficiente a rimettere a posto gli argini dei fiumi, a curare boschi e a mettere in sicurezza i territori più soggetti a smottamento. Non è stato così. Il Paese cade a pezzi perché solo 7,3 miliardi, lo 0,86% del totale raccolto dal Fisco, sono stati effettivamente destinati alla protezione dell’ambiente. «Un’anomalia tutta italiana della quale qualcuno, soprattutto dopo l’ultima calamità accaduta a Genova, dovrebbe, almeno politicamente, darne conto» ha affermato in una nota il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi che, dopo i disastri provocati dalla nuova alluvione di Genova, è tornato a denunciare ancora una volta l’utilizzo delle imposte ambientali pagate dai contribuenti italiani. Si tratta - spiega la Cgia - di «soldi che le Amministrazioni pubbliche dovrebbero impiegare per finanziare la realizzazione delle opere di protezione ambientale, mentre invece da più di venti anni vengono quasi totalmente utilizzati per coprire altre voci di spesa». «Spesso ci sentiamo dire che questi disastri si verificano anche perché non ci sono le risorse per realizzare gli interventi di manutenzione del territorio e di messa in sicurezza dei corsi d’acqua. Purtroppo - osserva Bortolussi - le cose non stanno così. Nel 2012 le imprese e le famiglie italiane hanno versato all’Erario, alle Regioni e agli Enti locali la bellezza di quasi 47,2 miliardi di euro di tasse ambientali. Di questo importo, solo 463 milioni di euro, pari allo 0,98 per cento, sono stati destinati alle attività di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte, vale a dire le opere e gli interventi per la messa in sicurezza del nostro territorio». «I rimanenti 46,7 miliardi, invece, sono stati impiegati per altre finalità» conclude il segretario della Cgia. Sono molteplici le voci di entrate tributarie, legate in maniera più o meno diretta all’ambiente, che ogni cittadino versa. Si parte dalle imposte sull’energia. Di qualunque tipo essa sia non mancano i balzelli (tasse su Gpl, Oli minerali, gas metano, benzina e carbone). E ancora tutte le imposte che si pagano sui trasporti comprese le tasse automobilistiche a carico di imprese e famiglie. Nel computo poi ci sono anche il tributo speciale di discarica, l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aereim e sulle emissioni di anidride solforosa.
Tasse verdi, business solo per lo Stato
In 20 anni incassati 847 miliardi, al territorio destinati solo 7,3
