Attualità

Genova, tornano gli angeli del fango

Quasi tutti giovanissimi scesi nelle strade genovesi violentate dall'alluvione di giovedì sera, per ripulire negozi, strade, cantine, persino intercapedini e garage

I volti freschi, l'energia e l'entusiasmo che dimostrano, armati di vanga, guanti e stivaloni da cantiere, fanno di loro gli " angeli" di Genova. Sono gli " angeli del fango", gli stuoli di ragazze e ragazzi, uomini e donne, quasi tutti giovanissimi, scesi nelle strade genovesi violentate dall'alluvione di giovedì sera, per ripulire negozi, strade, cantine, persino intercapedini e garage. Molti di loro indossano le maglie che divennero un simbolo nel novembre del 2011: "Non c'e' fango che tenga". La scritta marrone, sulla maglia bianca che in breve assume la tinta di quel limo che il Bisagno ed il Fereggiamno hanno riversato negli stessi quartieri gia' orrendamente feriti la mattina del 4 novembre 2011. A Borgo Incrociati, dove l'ex infermiere Antonio Campanella, 57 anni, è affogato nella furia del Bisagno, centinaia di " angeli" caricano i camion dell'Amiu, l'azienda di igiene urbana del Comune di Genova, affiancando il personale e i titolari degli esercizi commerciali, stremati di fronte alla perdita di ogni loro cosa. Sono centinaia a San Fruttuoso, in via Giacometti, corso Sardegna, corso Gastaldi, nelle centrali via XX Settembre, via San Vincenzo. Poi a Quezzi, nella zona dove il Fereggiano ha nuovamente superato gli argini e devastato negozi e scantinati. E a Marassi, dove fango e detriti si sono accumulati dopo le piene dei torrenti. Ci sono baristi che distribuiscono gratuitamente panini ai ragazzi, camioncini di commercianti che si sono salvati dalla furia delle acque che distribuiscono le bibite. Il tam tam è partito nei social network. I ragazzi mangiano e bevono esausti seduti sui marciapiedi insozzati dalla melma del torrente. I municipi hanno organizzato punti di raccolta, distribuito i guanti e le vanghe. E, nonostante lo stato di Allerta 2, che durerà fino a lunedì, i ragazzi hanno risposto numerosissimi. Il pericolo imminente ed il cielo plumbeo non li ha trattenuti lontano dai torrenti che hanno devastato la città e che potrebbero nuovamente, alla prima pioggia, gonfiarsi e uscire minacciosi dagli argini.

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