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Biotech, la settimana per “capire”

In questa seconda edizione sono coinvolte 31 città italiane con 48 convegni, 11 laboratori, mostre, spettacoli, corsi di formazione e flash mob

Si concluderà domenica 12 ottobre la “European Biotech Week” (settimana europea del biotech), sette giorni di eventi per raccontare il biotech: dalle sue applicazioni dalla salute all’ambiente, dall’agroalimentare alla genomica. Le biotecnologie hanno una molteplicità di applicazioni ma soprattutto una potenzialità che ha un unico obiettivo: migliorare la qualità della vita dell’uomo e creare uno sviluppo sempre più sostenibile. In questa seconda edizione della Settimana del Biotech sono coinvolte 31 città italiane con 48 convegni, 11 laboratori, una giornata di porte aperte a cui hanno aderito 26 realtà operanti nel settore, e ancora mostre, spettacoli, corsi di formazione e flash mob. Tutte le iniziative tendono ad avvicinare il grande pubblico al mondo delle biotecnologie, un mondo che fa ormai parte della nostra vita. Tra le industrie che apriranno le loro porte c’è anche AbbVie l’azienda che ha investito a Campoverde, in provincia di Latina, ben 50 milioni di euro negli ultimi 4 anni, costruendo un polo produttivo e tecnologico di riconosciuta eccellenza mondiale. «La Commissione Europea - afferma Riccardo Palmisano, vice presidente di Assobiotec - ha identificato le biotecnologie tra le tecnologie chiave in grado di contribuire, in termini di valore aggiunto, al rilancio di molteplici settori dell’industria tradizionale e alla gestione delle molte sfide che la nostra società si trova ad affrontare. Nel settore della salute, già le biotecnologie consentono di sviluppare farmaci e strumenti diagnostici che hanno permesso di prevenire e curare malattie fino a ieri non preventivabili né curabili, consentendo anche al Sistema sanitario nazionale di generare risparmi sul fronte della spesa. Con questa iniziativa - ha sottolineato Palmisano - abbiamo voluto costruire un momento di incontro e confronto a livello istituzionale per discutere di una strategia che consenta di usare le biotecnologie come strumento di prevenzione e cura, ma anche di crescita e competitività, oltre che di sviluppo occupazionale qualificato e giovanile». Le prospettive e il "peso" economico del comparto traggono origine dai dati del Rapporto “Biotecnologie in Italia 2014”, realizzato da Assobiotec in collaborazione con EY, dal quale emerge che in Italia oggi il settore delle biotecnologie è composto da 422 imprese impegnate in Ricerca e Sviluppo e vale oltre 7 miliardi di euro di fatturato. Nel complesso l’industria biotecnologica italiana si colloca al terzo posto in Europa, dopo Germania e Regno Unito, per numero di imprese "pure biotech" (264). Il presidente di Assobiotec, Alessandro Sidoli, ha sottolineato a proposito della Settimana Biotech: "Il nostro augurio è di contribuire ad aumentare la consapevolezza del pubblico e l’attenzione delle Istituzioni sull’impatto positivo che le biotecnologie hanno, e avranno sempre di più, su tutti gli aspetti della vita dell’uomo, dalla salute, all’alimentazione e all’ambiente, nonché come leva di sviluppo dell’economia del nostro Paese, in termini di competitività, valorizzazione, crescita e creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati. Secondo uno studio dell’Università di Berkeley, in California, ogni nuovo addetto nel settore biotech ne genera 5 nell’indotto, a fronte di 1,6 nei settori tradizionali. Anche per questo tutti questi motivi voglio ribadire anche in questa occasione quanto sia necessario un impegno stabile e coerente da parte del governo per favorire la crescita e la competitività delle nostre imprese, che si caratterizzano per un’alta intensità di investimenti in Ricerca e Sviluppo". Per questo il settore ha già tre proposte concrete per il governo: introdurre meccanismi di credito di imposta per le spese in R&S certi, selettivi e stabili nel tempo, con aliquote adeguate per la ricerca in house; detassare o ridurre gli utili derivanti dalla cessione di diritti di proprietà intellettuale; riconoscere alle imprese lo status di Impresa Innovativa, favorendo quelle che maggiormente investono e creano innovazione. Assobiotec è pronta a dare il proprio contributo per realizzare entro la fine di quest’anno, nell’ambito della Presidenza italiana dell’UE, un Piano strategico nazionale per le biotecnologie e la bioeconomia, che già oggi vale in Europa, secondo i dati forniti dall’UE, 2mila miliardi di euro e dà occupazione a 22 milioni di persone”. L’edizione italiana della European Biotech Week ha ricevuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e di numerosi enti territoriali, Regioni, Provincie, Comuni. Ha fatto parte della Settimana Biotech anche l’incontro che si è svolto a Palazzo Chigi tra il premier Matteo Renzi e i big mondiali del settore farmaceutico. Obiettivo, fare il punto sull’impegno del governo in un settore strategico come quello farmaceutico e sull’attrazione di investimenti in Italia. Erano presenti, oltre a vari ministri, per le aziende, John Lechleiter e Eric Baclet (Ely Lilly), Belen Garijo e Antonio Messina (Merck Serono), Andrew Witty e Daniele Finocchiaro (GlaxoSmithKline), Joseph Jimenez e Georg Schroeckenfuchs (Novartis), Christoph Franz e Maurizio de Cicco (Roche), Joaquin Duato e Massimo Scaccabarozzi (Johnson and Johnson), Olivier Brandicourt e Giovanni Fenu (Bayer), Alberto Chiesi (Chiesi farmaceutici), Lucia Aleotti (Menarini), Lamberto Andreotti e Roberto Tascione (Bristol-Myers Squibb).

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