A Roma l’ira e la gelosia fanno più morti della malavita. Dall’inizio dell’anno, in città e provincia le vittime sono state 31, come in tutto il 2013. Ma i morti sono di più. Le statistiche sono ancora aperte comunque il trend dei delitti è in crescita. Tre duplici omicidi per rabbia o gelosia, l’ultimo nell’ascensore dell’Inps di Cinecittà: il marito accoltella la moglie e il presunto amante. Una decapitata da un folle omicida armato fino ai denti e ammazzato dalla polizia, barboni feriti a morte per una bottiglia di vino contesa, accoltellati, anche davanti ai bambini al parco, e tante stragi familiari. Stando ai numeri, i cadaveri non spiccano per quantità bensì per il delirio della ragione che li causa. Ci sono state 37 esecuzioni nel 2012, una in meno l’anno prima, 21 nel 2010 e 40 nei dodici mesi precedenti e in quelli ancora prima. A gennaio tre omicidi. Sono trame oscure. Il 7 del mese a Tor Bella Monaca, forse per uno sguardo di troppo con uno spacciatore, viene finito a pistolettate il diciassettenne Federico Caranzetti. Negli stesse ore, alla Magliana, nella striscia verde a ridosso del Tevere, il parrucchiere gay Daniele Fulli, 28 anni è seviziato e ucciso con un colpo di punteruolo all’inguine sferrato da un tossico romano fermato il 9 gennaio. Il 23 a Casalotti freddano il pregiudicato Roberto Musci, 34 anni. A febbraio altri omicidi di mala e degrado sociale. A Tor Bella Monaca (Edoardo Di Ruzza, 22 anni, crivellato di proiettili per un presunto regolamento di conti) e al Gianicolo (il 16 febbraio Carlo Macro colpito in pieno petto con un cacciavite impugnato da un indiano cinquatasettenne svegliato dalla vittima che faceva pipì). Alla vigilia di San Valentino, a Fiumicino. Un romano di 29 anni muore dopo una tentata rapina in un bar, uccisa dalla dipendente romena che reagisce e lo accoltella. A fine mese fa capolino il primo della serie dei delitti del dolore. Siamo a Morena, alle porte di Roma. È un omicidio-suicidio. Lui, 76 anni, le copre la testa col cuscino e le spara un colpo alla tempia: lei ha 69 anni. Lui si rivolge le canne del fucile da caccia e preme il grilletto. A marzo una tragedia simile. Segni, il 16. L’uomo non sopporta la separazione dalla donna. Afferra il martello e colpisce alla testa la poveretta fino a sfondarle il cranio. Il 27 altro sangue, a Rocca Cencia, però dietro c’è una questione di soldi. La guardia giurata Giuliano Colella, 37 anni, dentro e fuori l’auto viene raggiunto da otto colpi di pistola davanti alla compagna che vede la scena in diretta. Comincia l’escalation della disperazione. Il 9 aprile, al Trionfale. Un anziano di 76 anni fa fuoco sulla moglie malata e soffoca il figlio disabile. Avevano 64 e 36 anni. Stesso giorno, all’Aurelia, al College de l’Elyse’e di Losanna. Pare un brutto scherzo. I coltelli girano tra le mani di studenti quindicenni svizzeri in gita a Roma. Una lama si conficca nel petto di Jonathan che tra qualche mese avrebbe compiuto 16 anni. Nella notte a cavallo tra la fine del mese e il nuovo scoppia la furia. Lui ha 27, lei 26 anni. Gestiscono una pizzeria a San Cesareo e vivono a Zagarolo. La ragazza soffre la lontananza dai genitori e a lui la cosa non va più. Va a Marino. Discute col suocero di 54 anni. Ma è la scelta sbagliata. Quest’ultimo afferra la pistola e preme il grilletto. A maggio è ordinaria violenza. Il 16 i banditi entrano in una banca di Ostia. Il vigilante spara e ferisce a morte uno dei rapinatori di 37 anni. L’eclisse della ragione torna movente. 7 giugno, Velletri. Un pregiudicato disoccupato 40enne viene arrestato perché ha strangolato la madre di 62 anni. Voleva incassare la sua pensione. Ancora una lite assassina. Stavolta per gelosia. La sera dell’8 il corpo senza vita del siciliano Luigi Solano viene trovato tra le sterpaglie nello scalo ferroviario di Santa Severa. Tre fermati, due uomini e una donna. Uno degli indagati sarebbe stato geloso delle avances della vittima nei confronti della sua compagna. Il 25 l’ondata d’odio fa un altro morto. È il tifoso del Napoli Ciro Esposito, 29 anni. Dopo 50 giorni di agonia muore per i colpi di pistola che il 3 maggio nel pre-partita di Coppia Italia sarebbero stati esplosi dall’ultrà della Roma Daniele De Santis. Poi è una corsa negli inferi. Il 3 luglio alla Camilluccia il broker Silvio Fanella viene ucciso durante un tentativo di sequestro finito male. Il 6 in ospedale non ce la fa un ubriaco di 56 anni massacrato a fine luglio alla Borghesiana. Due giorni dopo a Fiumicino: spara alla moglie malata e al figlio in bagno. Il giorno successivo, a La Storta: per le botte stramazza un barbone romeno. A Talenti l’11 del mese fredda il cugino per 300 euro d’affitto. Il 17 del mese alla Pisana c’è una donna mummificata. Si dirà che era una barbona, ma l’ipotesi degli investigatori è omicidio. Poi strage della follia all’Eur. Armato fino ai denti decapita la domestica ucraina e si avventa sulla polizia che lo finisce. Il 26 a Torrenova un operaio romeno lo rinvengono ammazzato nel cassone di un camion. Dopo 24 ore il giallo: il dipendente Ama Pietro Pace raggiunto da una pioggia di proiettili all’Anagnina. Gelosia o droga? A ripetizione, la sera del 28 un altro disperato dell’Est massacrato in un casolare a Fiumicino. Settembre è nero pesto. Un romeno accoltellato davanti ai figli a Villa De Santis (Tor Pignattara, il 14). Poi due casi: l’arresto di un47enne per l’omicidio della madre e un romano che spara alla moglie fingendo che il colpo sia partito per errore (Valmontone e Tor Bella Monaca, 17). Un pakistano pestato a morte da un diciassettenne (Pigneto, 19). Ancora un romeno stroncato (Borghesiana, 22). Poi il raptus per gelosia: accoltella la moglie e il presunto amante nell’ascensore dell’Inps (Cinecittà, 26). Quindi un bengalese accoltellato (Monteverde, 29). E non è finita.
In 9 mesi è già record di omicidi. L’impeto uccide più della malavita
