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Senatore Manconi, e questi pacifisti?

L’incredibile disegno di legge dell’esponente Pd: «Corsi di non violenza per poliziotti». Il Segretario Generale Sap:« E le ripetizioni ai black bloc?»

Una volta si urlava nelle piazze «mettete dei fiori nei vostri cannoni». C’erano guerre, paesi devastati da violenze, armi micidiali e movimenti pacifisti transnazionali che scedevano in piazza in nome della pace. Poi si è capito che la demilitarizzazione del mondo resta un’utopia. Adesso la gente va in piazza per altri motivi e anche per cercare lo scontro con le forze dell’ordine, distruggere auto e oggetti, violenza cieca e allo stato puro. La guerra si combatte pure sugli spalti degli stadi, tifosi contro tifosi ma anche contro i nemici poliziotti. Invece di pensare a leggi che prevedano lo stanziamento di risorse più cospicue (anzichè i tagli) per gli uomini e le donne delle forze dell’ordine che percepiscono stipendi ridicoli, in Parlamento sta andando in scena un’operetta tragicomica. Alla Camera si discute di dotare i poliziotti di pistola elettrica e videocamere indossabili per meglio gestire la sicurezza, al Senato Luigi Manconi presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani ritiene prioritaria la necessità di rieducare gli agenti con corsi di «non-violenza» «per i troppi e frequenti episodi di abusi» imputabili non «a casi di singoli» ma all'«inadeguatezza della loro preparazione». Così è scritto nel disegno di legge presentato da Manconi e altri 17 colleghi del Pd, alcuni senatori M5s ed ex del Movimento di Beppe Grillo. La proposta, pensata il 14 luglio, intanto è stata assegnata alla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. Nell’articolo 1 si propone l'inserimento, nei programmi didattici per le Forze di polizia, delle attività e degli insegnamenti funzionali all'apprendimento delle tecniche e dei metodi della non violenza. Nel ddl si sottolinea che «il continuo confronto con situazioni di difficoltà e spesso anche di scontro richiede una preparazione ad ampio spettro, che fornisca gli strumenti per gestire, nella maniera appunto più pacifica possibile, condizioni di tensione e stemperarne la conflittualità». Il suggerimento di Manconi per il personale delle Forze dell’ordine è «un percorso formativo che includa materie di non violenza». Come succede «nella maggior parte dei Paesi europei». Dove però le forze dell’ordine, durante le manifestazioni violente non si risparmiano in lanci di lacrimogeni, manganellate e cariche. Così è sempre stato. Alla violenza e alla sopraffazione si risponde con la violenza. Semmai andrebbero «rieducati» tutti quei tizi che mettono a ferro fuoco le città, quei er pelliccia qualunque che, fermati e identificati, vengono poi messi fuori in men che non si dica da giudici magnanimi. Nel ddl si sancisce pure in capo al Ministro dell'interno l’obbligo di presentare alle Camere, con cadenza annuale, una relazione sull'attività formativa realizzata che comprenda gli obiettivi prefissati per l'anno successivo. Una domanda Manconi: con questi chiari di luna dove si troveranno i soldi per pagare i corsi?

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