Tira una brutta aria per le balene nei mari giapponesi. Il Giappone, infatti, sta programmando di riesumare la caccia ai grandi mammiferi nell’Oceano Antartico dal prossimo anno. Lo ha dichiarato un ufficiale del governo mercoledì; nonostante il divieto opposto dalle Nazioni Unite pare proprio che il il primo ministro Shinzo Abe preferisca tirare dritto. Tokyo fu costretta a smettere la caccia dell’anno in corso quando a marzo la Corte Internazionale di Giustizia scoprì che in realtà di tutto si trattava fuorché di ricerca: era un massacro. Ma una nuova policy proposta dal governo martedì, e questa volta più favorevole alle balene, spera di riuscire a bypassare il divieto dando alla controversa missione un carattere più “scientifico”. Ma come gli stessi giapponesi ammettono controvoglia, si tratta di un paravento. I balenieri collezioneranno «i dati necessari per calcolare il numero di balene che si potrà essere autorizzati a cacciare, una volta che la caccia alle balene sarà riaperta». A dirlo è un rappresentante del Japan Fisheries Agency, che aggiunge: «un altro obiettivo è quello di costruire un modello dell’ecosistema antartico». Ma poi ha anche dichiarato: «pensiamo di prepararci per la caccia alle balene». Il Giappone ha continuato la caccia grazie a una scappatoia legale fino al 1986, utilizzando una moratoria che autorizzava ricerche mortali sui grandi mammiferi, ma non ha mai tenuto segreto il fatto che la carne delle “cavie” finisse poi nei ristoranti e nei mercati del pesce. Il primo ministro Shinzo Abe fece scattare una rivolta mondiale quando disse, nel giugno scorso, che si sarebbe impegnato con tutte le sue forze per cercare di ridare vigore al commercio della carne di balene, enfatizzando l’importanza culturale che questa pratica avrebbe nella cultura nipponica. La Fisheries Agency ha in programma di presentare il progetto di caccia all’annuale meeting International Whaling Commission che si terrà questo settembre, per metterlo in pratica al più tardi prima della fine dell’anno. «Collezionare i dati necessari richiede ricerche letali, cosa che è prevista dal protocollo» ha continuato l’ufficiale della Fisheries. «Dobbiamo solo decidere il numero preciso di prede… prevediamo di presentare il programma al prossimo International Whaling Commission perché sia approvato a ottobre o novembre massimo». Negli anni passati il numero delle balene uccise ha raggiunto quota 935, un massacro ingiustificato. Ma una campagna massiccia di molestie alle baleniere, da parte del gruppo ambientalista Sea Shepherd, è riuscita a limitare il numero delle balene uccise.
Il Giappone riapre la caccia alle balene
A partire dal 2015. Allarme per i mammiferi nell'Oceano Antartico nonostante il divieto dell'Onu
