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Scontro Sarkozy-Hollande. I rampolli di famiglia se le danno su Twitter

Padri avversari in politica, figli avversari tecnologici. Unica differenza tra genitori e prole la diplomazia perché poi, scarsa simpatia, un tot di arroganza e quella punta di snobismo, consentono di dire tranquillamente «tale padre, tale figlio». È il marchio di fabbrica degli uomini francesi, che si sentono, e te lo fanno pesare, discendenti di Napoleone, così come le donne francesi, eleganti, charmant e spavalde, vorrebbero farti credere che fanno tutto con nonchalance... Sarà il caldo di luglio ma i rampolli delle famiglie presidenziali francesi stanno affidando all’uccellino virtuale una gragnola di insulti che di politically correct non hanno un bel nulla. Potagonisti della rissa su Twitter sono Louis Sarkozy, 17 anni, nato dal matrimonio dell’ex presidente con Cécilia Ciganer-Albéniz, e Léonard Trierweiler, figlio sedicenne di Denis e Valérie Trierweiler, fino allo scorso gennaio compagna del presidente Hollande. Nicolas Sarkozy e François Hollande non si sono mai amati ma, ça va sans dire, non si sono nemmeno mai insultati pubblicamente, cosa che invece, non senza qualche imbarazzo, stanno facendo i due adolescenti «beccandosi» su argomenti politici che riguardano anche i loro padri, uno inquilino dell’Eliseo, l’altro con speranza mai sopita di tornarci. Tutto comincia lo scorso 2 luglio, quando Nicolas Sarkozy viene messo sotto inchiesta per corruzione di un magistrato. Louis, con l’account @Sarko_Junior, difende il padre e se la prende con i magistrati parlando di persecuzione giudiziaria: «Dunque (Sarkozy) ha preso i soldi da Gheddafi, si è approfittato della debolezza della Bettencourt e ha abusato del suo potere? A quando un’accusa di omicidio? Si tratta di un accanimento per impedirgli di tornare in politica, e visto lo stato del nostro Paese, siamo nella m...». La sera dopo l’ex presidente va in tv per dichiarare la sua innocenza ai francesi e accusa i magistrati politicizzati e riuniti in un sindacato di sinistra. Forse per antipatia innata con l’ex inquilino dell’Eliseo, interviene Léonard Trierweiler che ricorda a @Sarko_Junior che «l’appartenenza sindacale non impedisce a un giudice di essere imparziale». Lo scontro poi si sposta sui mondiali di calcio dopo la battuta infelice di Sarko junior sulla vittoria della Germania sul Brasile: «Genocidio brasiliano», twitta in inglese. Rapido pentimento e veloce «delete» ma in molti lo lo hanno letto compreso Léonard: «@Sarko_Junior, lascia perdere twitter e torna a pescare le cernie». La battaglia si sposta sulle madri quando la Corte dei Conti pubblicizza le spese dell’Eliseo, in particolare i 481 mila euro che la ex première dame Valérie Trierweiler è costata nel 2013. @Sarko_Junior gongola e twitta un articolo, Léonard gli rende pan per focaccia: «Certo, ma non è mia madre che beneficiava di un carta di credito dell’Eliseo per le sue spese personali». Si rifà allo scandalo di Cécilia, che appena arrivata a Palazzo con l’allora marito Nicolas Sarkozy, aveva usato una carta legata a un conto del Tesoro. Chi assiste a questa patetica battaglia suggerisce di organizzare un «combattimento da uomo a uomo», quello che due adolescenti «normali» avrebbero già fatto se non fossero stati «figli di...»

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