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Bombe sugli ospedali, Gaza senza acqua e luce

Israele intensifica l’offensiva, altri 40 morti. Hamas propone una tregua temporanea

GAZA In due giorni Israele ha lanciato l’invasione, sparato una pioggia di missili sulla Striscia di Gaza e ucciso 110 palestinesi. Tredici giorni di conflitti hanno fatto lievitare a 339 il bilancio delle vittime. Secondo le autorità mediche di Gaza, il numero dei feriti dall'inizio delle ostilità è arrivato a 2.500. Due militari israeliani sono morti colpiti da un missile anticarro durante l’offensiva lanciata daello Stato ebraico nella Striscia. Si tratta di scontri senza tregua. La notte tra venerdì e sabato i bombardamenti sono stati incessanti nella zona di Beit Lahia. Uno dei primi attacchi ha ammazzato sette palestinesi, tra cui una donna, mentre lasciava la m oschea di Khan Younes, che si trova nella parte meridionale della Striscia. Poi ci sono due vittime avvenute in due attacchi distinti a Beit Hanoun, nel nord, e a Deir al-Balah, che si trova nel centro della Striscia di Gaza, e poi altri due morti in distinti raid ancora a Khan Younes. Sempre a Khan Younes, cinque corpi sono stati tirati fuori dalle macerie di un’abitazione colpita dal fuoco israeliano. Lo riferiscono i servizi di emergenza di Gaza, che sono stati citati dalla agenzia di stampa Maan. Le vittime sono state identificate in Rushdi Matar, Ismail Al-Louhily, Rafat Bahloul, Billal Ismail e Mohammad Ismail. Cresce, intanto, il numero dei palestinesi di Gaza sfollati negli edifici dell’Unrwa (l’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi). Ieri mattina è salito a 55 mila unità. Solo due giorni fa erano stimati in 35-40 mila. Israele ha ordinato ai cittadini di due campi profughi che si trovano nella zona di Gaza, al Maghazi e Nusseirat, di lasciare le proprie case per non restare coinvolti in futuri combattimenti. L’Egitto di Abdel Fattah Al-Sisi continua a cercare di convincere Hamas a raggiungere un cessate il fuoco con Israele. Per questo ha invitato al Cairo il capo dell’ufficio politico del movimento, Khaled Meshaal, in esilio in Qatar, cui intende fare una nuova offerta, che include, tra l’altro, il rilascio di prigionieri di Hamas. Le altri parti dell'intesa, riferisce il quotidiano egiziano Al-Shuruk, puntano a garantire la sicurezza di Israele grazie all’assistenza di partner internazionali e l’allentamento dell’embargo della Striscia di Gaza con la possibile riapertura dei valichi di frontiera. Senza un accordo «sarà un bagno di sangue» e ancora «non si vede una via di uscita». È l’allarme lanciato da padre Jorge Hernadez, parroco di Gaza. Il sacerdote racconta la situazione drammatica che si sta vivendo a Gaza. «Sotto i nostri occhi si vedono le conseguenze della guerra. Mancano l’acqua e anche la luce. E ci sono persone che incominciano a bere l’acqua salata. È una situazione tremenda». All’improvviso, mentre il sacerdote parla, ritorna la luce. «La corrente elettrica è un altro grande problema. Abbiamo soltanto due ore di luce al giorno e la situazione è davvero drammatica. Penso agli ospedali». «Spesso - racconta - proprio per l’assenza di energia elettrica i medici sono costretti a fermare gli interventi chirurgici». Da quando è iniziata l’invasione israeliana nella Striscia di Gaza, i militari di Tel Aviv hanno scoperto 34 cunicoli sotterranei, cinque dei quali collegano Gaza al territorio israeliano. Utilizzati dai palestinesi per trasportare armi, accusa il governo di Benjamin Nethanyhau. L’esercito israeliano ha reso noto che 70 militanti sono stati uccisi. Tredici militanti sono stati catturati e sono stati sottoposti ad interrogatorio. È stato il ministro per la Sicurezza pubblica israeliano, Yitzhak Aharonovitch, a dichiarare che un commando di miliziani di Hamas si è scontrato con i soldati israeliani lungo la frontiera, che hanno ucciso «un terrorista» che ha cercato di infiltrarsi in territorio israeliano dalla Striscia. Ci sarebbero anche quattro soldati di Tel Aviv feriti. Il Qatar ha messo a punto una bozza alternativa per la tregua tra Israele e Hamas, in cui vengono di fatto accolte quasi tutte le richieste del movimento palestinese. Il Qatar avrebbe chiesto l’aiuto degli Stati Uniti per una mediazione escludendo l’Egitto che ha avanzato una proposta per il cessate il fuoco accolta da Israele ma di fatto respinta da Hamas. La bozza messa a punto dal Qatar prevede che in cambio del cessate il fuoco, Israele rilasci i prigionieri di Hamas che erano stati liberati dopo l’accordo per il rilascio di Gilad Shalit e che sono stati arrestati nuovamente di recente in Cisgiordania. Lo Stato ebraico, secondo quanto si legge, dovrebbe anche accettare la costruzione di un porto a Gaza e aprire i valichi con la Striscia, mentre l'Egitto dovrebbe aprire il transito a Rafah. Israele dovrebbe poi consentire ai pescatori di Gaza di spingersi oltre le 12 miglia nautiche dalla costa. Riconoscendo la sovranità palestine su una fascia di mare più ampia.

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