«Finalmente si fa luce su ciò che in Sardegna è stato denunciato anni fa a proposito dei vaccini contro la lingua blu. Ora vogliamo che Marabelli lasci anche la poltrona che occupa all’Istituto zooprofilattico sperimentale di Sassari». L’assessore all’Agricoltura della Sardegna, Elisabetta Falchi, insieme all’assessore regionale alla Sanità, Luigi Benedetto Arru, hanno chiesto le dimissioni dal consiglio di amministrazione dell’Izs sardo di Romano Marabelli, indagato dalla Procura di Roma per corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e per aver «cagionato la diffusione del virus della blu-tongue in gran parte degli allevamenti italiani». Mercoledì il segretario generale del dicastero della Salute aveva presentato al ministro Beatrice Lorenzin la sua richiesta di autosospensione dall’incarico e dallo stipendio. «Attendiamo fiduciosi gli esiti dellinchiesta penale di Roma e le eventuali indagini della Procura di Cagliari - fa sapere l’assessore Falchi - Dal canto nostro ci attiveremo per capire se ci sono state responsabilità individuabili a livello locale. Era chiaro sin dall’allora che ci fosse qualcosa di anomalo. Insospettiva l’atteggiamento di costrizione del Ministero che imponeva di vaccinare le pecore. Nonostante gli effetti dannosi sugli animali fossero stati riscontrati già nelle campagne di vaccinazione del 2002-2003. Ne era nato un forte dibattito tra politici locali, pastori, associazioni di categoria, ricercatori. All’epoca non si pensava al dolo. Si diceva però che non era opportuno utilizzare vaccini di dubbia provenienza e senza che fossero testati». In effetti, la prova dei sospetti di quegli anni trova conferma nella mozione del Consiglio regionale della Sardegna n.136 del 3 marzo 2004 «sulla sospensione immediata della campagna vaccinale sulla blue-tongue». Già in quel documento si parla di una «deplorata gestione dispotica e monopolistica di Romano Marabelli (direttore generale del dipartimento Sanità veterinaria del ministero della Salute) e Vincenzo Caporale (direttore dell’Izs di Teramo) che hanno proibito la manipolazione del virus e la libertà di ricerca scientifica». «È stata una vera tragedia per l’economia sarda - spiega l'assessore Falchi - Dalla prima ondata di blue-tongue ad oggi (esclusa l’epidemia del 2013), la Regione ha erogato 170 milioni di euro sottoforma di indennizzi per i danni causati dalla malattia e persino per i danni causati dalla campagna di vaccinazione del 2004. A ciò si sommano i costi dei vaccini».
«Finalmente si fa luce sullo scandalo dei vaccini»
«Finalmente si fa luce su ciò che in Sardegna è stato denunciato anni fa a proposito dei vaccini contro la lingua blu. Ora vogliamo che Marabelli lasci anche la poltrona che occupa all’Istituto...