PESCARA Abbandonato dalla donna che lo aveva partorito, soffocato con un cuscino dal padre che lo aveva adottato. È la storia di Maxim, un bimbo russo di appena cinque anni, giunto in Italia nel 2012 quando era stato affidato a una coppia di Pescara, avvocato lei, tecnico informatico lui. Ieri notte Maxim è morto nel suo lettino di bimbo, nella sua cameretta piena di giocattoli, per mano di quel papà che poche ore più tardi, davanti alla polizia, ha confessato: «È stato un raptus». È stata la mamma a trovare il corpicino senza vita. Ha sentito il marito, Massimo Maravalle, 47 anni, girare per casa in piena notte e gli ha chiesto cosa facesse ancora alzato a quell’ora. «Il bambino sta poco bene», le ha risposto. Poi la terribile scoperta, l’arrivo del 118 e della polizia. Era una famiglia felice, fino a ieri notte, quando la testa di Massimo è andata in corto circuito. L’uomo era affetto da anni da quella che gli esperti definiscono una psicosi atipica, ed era in cura da uno psichiatra. Da circa quattro giorni, ha detto poi alla polizia, aveva deciso di smettere con i farmaci che il suo medico gli aveva prescritto. Una malattia, come ha accertato la polizia, precedente all’adozione, ma nessuno sembra essersene mai accorto. La cosa era completamente sconosciuta al Tribunale dei Minori dell'Aquila, che ha istruito la pratica dell'adozione di Maxim, e ai servizi sociali di Pescara, che seguivano la famiglia dopo l'adozione. In tutte le relazioni che verranno acquisite dal pm Papalia, Maravalle viene descritto come un padre entusiasta, che non aveva mai dato segni di malattie nervose. L’uomo, accusato di omicidio aggravato, è stato arrestato e trasferito nel carcere di Pescara. La mamma ha accusato un malore mentre si trovava in questura. Nell'androne della palazzina di via Petrarca 44 ci sono ancora la bicicletta, il triciclo e la macchinina a motore che il papà aveva comprato a Maxim. All’esterno amici e parenti non riescono a trattenere le lacrime. «Siamo stati insieme a Maxim e alla mamma fino a dopo mezzanotte - ha detto un vicino di casa - per la festa di compleanno di una ragazza di 17 anni che abita nella palazzina. Erano felicissimi. Maxim giocava e sorrideva a tutti. Non c'era il papà, ma loro sono stati con noi fino alla fine. Era tardi, ma Maxim era contento. Ha voluto aspetare la torta, poi si è deciso ad andare a dormire. È una tragedia che non riesco a spiegarmi. Una famiglia a modo. Lui tecnico informatico, lei avvocato. Due genitori che stravedevano per il figlio. Avevano fatto tanti sacrifici per averlo. Erano stati più di una volta in Russia per le pratiche di adozione. Soprattutto il papà viveva per il figlio. Gli comprava regali in continuazione. Vivevano uno per l'altro. Per questo tremo ancora a pensare quello che è successo». Questa mattina il pm Papalia affiderà all’anatomopatologo Cristian D’Ovidio l’incarico di effettuare l’autopsia. «Quando un bambino muore è una tragedia per tutti. Lo è doppiamente quando la sua morte è provocata da un gesto come quello di cui siamo venuti a conoscenza oggi». Così il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, ha commentato la notizia. «Un gesto che ha distrutto una e tante vite, suscitando dolore e stupore nella comunità intorno alla famiglia. Ho chiesto informazioni ai Servizi sociali del Comune, - ha aggiunto - da cui la coppia era seguita, come lo sono tutte quante le coppie che entrano a far parte della rete delle adozioni. Dalle notizie finora avute non risultano segnalazioni relativamente alla famiglia in questione, né episodi che avrebbero potuto allarmare circa il comportamento dei genitori e le rispettive capacità genitoriali e di accoglienza. È un epilogo che lascia tutti senza parole». L'assessore comunale alle politiche sociali, Marinella Sclocco, ha invece inviato una lettera ai consiglieri regionali con la quale li esorta ad approvare, con procedure di urgenza, la legge per istituire la figura del Garante per l'infanzia e l'adolescenza. «La morte tragica di un bambino - ha detto - non può e non deve in nessun modo lasciarci indifferenti» .
Bimbo soffocato nel sonno dal padre
Il piccolo Maxim, originario della Russia, aveva cinque anni Adottato nel 2012 da una coppia di professionisti di Pescara
