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Il Teatro Valle assediato ora se la vedrà con la Procura

Il teatro ancora in ostaggio dopo tre anni Ne sono serviti sei per sgomberare l’ex cinema Volturno LEGGI ANCHE Sgomberato l’ex cinema, quartier generale dei movimenti

Il Valle Okkupato finisce in Procura. Dopo oltre tre anni di occupazione si arriva alle carte bollate. Forza Italia passa all’azione: Edoardo Sylos Labini e Salvatore Aricò, rispettivamente responsabile nazionale e teatro-danza del Dipartimento Cultura di Forza Italia, hanno depositato un esposto alla magistratura in cui si chiede di «verificare la regolarità dei fatti che consentono l’attuale "gestione" del Valle e provvedere di conseguenza adottando tutti i provvedimenti eventualmente necessari per riconsegnare il Valle alla cittadinanza italiana e agli artisti, ripristinando quei principi costituzionali e valori inderogabili di legalità che sono alla base della convivenza civile di uno Stato democratico». Come dire liberate il Valle e riconsegnatelo alla legge. Nell’esposto si legge anche che «con l’occupazione si è visto l’immobilismo delle istituzioni che anziché intervenire immediatamente per lo sgombero dell’immobile, per nulla si sono adoperate per la tutela di un bene storico vincolato. Si pongono alcune domande sui fatti che hanno generato questo periodo di pura anarchia, in relazione a tutti gli aspetti sulla tutela dei beni artistici, sull’applicazione delle normative di sicurezza e sulle verifiche igienico-sanitarie e ambientali». Nei giorni scorsi ci ha messo la faccia perfino il sindaco di Roma Marino che, per la prima volta, si è esposto assicurando che presto il Valle verrà riconsegnato alla città di Roma con tanto di bando pubblico per stabilire chi dovrà gestirlo restando nei confini della legge. «Il Valle occupato fa comodo a chi non si vuole occupare di cultura - attacca Edoardo Sylos Labini, responsabile nazionale del Dipartimento cultura di Forza Italia - In questi tre anni tutti hanno gridato allo scandalo ma nessuno ha fatto nulla. Il bando pubblico è la soluzione migliore. Che succede se lì dentro qualcuno si fa male?». Se lo chiede anche Salvatore Aricò, che del Valle è stato l’ultimo direttore prima della dismissione dell’Eti e dell’occupazione. «C’è un problema di agibilità - spiega Aricò - La struttura risale al 1727 e il teatro deve essere sottoposto a regolari controlli. Nonostante tre anni di interrogazioni parlamentari non c’è stato nessun intervento». «È auspicio di Forza Italia - dicono gli esponenti del partito - che la magistratura accerti la natura ed entità dei reati commessi e individui le responsabilità e le complicità di chi ha consentito il protrarsi dell’occupazione. L’illegalità è un dato di fatto che non ammette deroghe, sospensioni temporali, simpatie o connivenze». E ancora: «Nei nostri tribunali campeggia la dicitura "La legge è uguale per tutti" senza punto interrogativo: questo è ancora valido per gli occupanti del Valle? Ripartiamo dal palcoscenico del più antico teatro romano e poniamo fine alla recita, denunciando i responsabili dell’occupazione: fossero uno, nessuno, centomila o sei personaggi in cerca di un autore ancora non trovato».

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