A sole ventiquattrore dalla chiusura delle indagini da parte della procura di Trani per il reato di usura bancaria per gli ex vertici di Bankitalia, Saccomani e Tarantola, insieme ai vertici delle banche italiane più grandi arriva un’altra tegola sul sistema del credito italiano. Il giudice per l’udienza preliminare di Vallo della Lucania, Valeria Campanile, ha infatti rinviato a giudizio l’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena Giuseppe Mussari e l’ex direttore generale Antonio Vigni per il reato di usura bancaria. La decisione è stata presa in un procedimento avviato a seguito di un esposto presentato da un cittadino di Agropoli ( in provincia di Salerno) e segue la chiusura indagine della procura di Trani per usura nei confronti di vertici attuali e passati di Bnl, Unicredit e Mps.La Procura aveva chiesto il processo per i due ex top manager il 19 aprile del 2013. Secondo la denuncia, a fronte della richiesta per un prestito alla filiale della banca senese della cittadina del Cilento, sarebbero stati chiesti tassi di interesse di gran lunga al di sopra di quelli previsti dalla legge fra il 2006 e il 2008. Secondo l’esposto a fronte di un tasso soglia medio del 14,753 per cento, la banca avrebbe riscosso un Teg medio, che è il tasso effettivo globale, di quasi il 35 per cento. Mussari e Vigni sono finiti nell’inchiesta perché in qualità di presidente e direttore generale – stando all’accusa – avrebbero autorizzato interessi usurari ai danni del cliente della banca. E sull’usura bancaria che si verifica quando il tasso complessivo del finanziamento comprensivo anche del tasso di mora e altri costo supera quello fissato dal Tesoto e dalla Banca d’Italia lunedì scorso sono stati accusati anche altri istituti. In particolare leggendo le carte processuali spicca il comportamento della Banca Popolare di Bari che nel secondo trimestre del 2010 avrebbe applicato al cliente un tasso complessivo del 1574% con un vantaggio usurario ovvero il compenso indebitamente riscosso pari a 148 euro. Meno esosa fu la stessa banca nel terzo trimestre con un tasso del solo 836%. Lo stesso Monte dei Paschi di Siena ha applicato nel terzo trimestre 2010 un tasso del 138%. Mentre Unicredit è arrivata anche ad applicare un tasso di interesse pari al 350%. Tutte ipotesi di reato che dopo tre anni di indagine da parte della Guardia di Finanza hanno portato i pm di Trani a formulare la richiesta di reato perché i dirigenti di Bankitalia e del Tesoro «consapevolmente e volontariamente (quanto meno con dolo individuale) concorrevano moralmente con i vertici delle banche nei delitti di usura dagli stessi materialmente commessi precostituendo le condizioni per consentire a quelle banche di applicare alla clientela interessi sostanzialmente usurari».
Altra tegola sul credito. Mussari e Vigni rinviati a giudizio per usura
A sole ventiquattrore dalla chiusura delle indagini da parte della procura di Trani per il reato di usura bancaria per gli ex vertici di Bankitalia, Saccomani e Tarantola, insieme ai vertici delle...
