Il primo viaggio di papa Francesco in Medio Oriente da oggi a lunedì potrebbe rappresentare un «nuovo capitolo» nelle relazioni tra musulmani e cristiani, dopo anni di tensioni tra i fedeli delle due religioni più diffuse al mondo. È l’auspicio espresso da alcuni leader religiosi della regione alla vigilia della visita del Pontefice in Terra Santa, che, sin dai primi giorni del suo pontificato nel marzo 2013, aveva fatto appello al dialogo tra islam e cristianesimo. «Nella sua prima dichiarazione da Papa, Francesco ha riconosciuto e salutato i nostri fratelli di fede musulmana, sottolineando quanto sia necessario un dialogo immediato tra i fedeli e i leader delle due grandi religioni - ha detto alla Dpa padre Rafaat Bader, il portavoce vaticano in Giordania - La comunità musulmana nel mondo ha risposto positivamente e stiamo assistendo a quella che si può definire una rinascita nelle relazioni». «Invece di rimanere sulla difensiva, sulle nostre posizioni, finalmente noi cristiani e musulmani ci incontriamo faccia a faccia, riconoscendo le nostre differenze e cercando una strada comune per affrontare insieme le sfide che ci si pongono dinnanzi», ha fatto eco Kamal Abu Jaber, capo della chiesa greco-ortodossa in Giordania. Nonostante il miglioramento delle relazioni tra il Vaticano e il mondo islamico, i leader religiosi vedono però ancora molti ostacoli all’avvento di una nuova «primavera» nelle relazioni tra musulmani e cristiani. Ieri il Papa si è recato a pregare in forma privata nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma proprio per raccomandare alla Madonna il viaggio in Terra Santa. Secondo quanto riporta Radio Vaticana, dopo la preghiera, che è durata circa 15 minuti, il Pontefice ha offerto un mazzo di rose alla Madonna. Quella di ieri è l'ottava volta che Papa Francesco si reca a Santa Maria Maggiore: la prima volta fu il 14 marzo dell’anno scorso, il giorno dopo l’elezione. Il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, ha spiegato che il viaggio in Terra Santa «sarà un momento di gioia e di conforto per tutti i cristiani che vivono lì. La presenza del Pontefice vuole sottolineare che queste comunità sono pietre vive», cioè che «senza di loro i luoghi sacri rischiano di trasformarsi in musei».
Il Papa dona le rose a Maria Oggi il viaggio in Terra Santa
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