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Lesioni e riscontri fisici. Quante prove ignorate

Se per i giudici di primo e secondo grado la «suggestione da parte dei genitori» contagiò «la genuinità del ricordo dei figli», ad avviso della Procura di Tivoli, che a fine 2012 presentò appello contro la sentenza d'assoluzione dei 5 imputati, l'unica «contaminazione» subita a Rignano Flaminio fu invece quella che violò l'innocenza dell'infanzia di quei piccoli alunni della «Olga Rovere». Una violazione esclusa però («per non aver commesso il fatto»), dopo 2 anni di processo il 28 maggio 2012 (il dibattimento era partito il 27 maggio del 2010 e proseguì per ben 37 udienze a porte chiuse).   LE LESIONI L'accusa partiva proprio dalle lesioni psico-fisiche di alcuni bimbi che, a giudizio del procuratore capo Luigi De Ficchy, avrebbero provato gli abusi sessuali: quattro bambini presentavano lesioni all'ano, due bambine all'imene e altri sei avevano a che fare con gravi turbe.   ABUSO SESSUALE I periti, secondo la Procura tiburtina, avevano ritenuto le lesioni riscontrate compatibili solo con un abuso sessuale. Mentre, a parere del collegio giudicante di primo grado, erano invece attribuibili ai toccamenti che i bimbi si facevano in giardino mentre giocavano.   DA 21 A 15 VITTIME Nelle 200 pagine del ricorso che ha impugnato la sentenza del 28 maggio 2012, era stato ridotto il numero delle vittime a 15 (rispetto ai 21 casi presentati in primo grado).   ELEMENTI SVILITI Nel ricorso la Procura tiburtina spiegava di non comprendere le ragioni per cui il collegio giudicante avesse svilito tutta la mole di elementi accusatori emersi dall'incidente probatorio, dalle dichiarazioni dei minori, dall'analisi dei consulenti di parte civile, del pubblico ministero e dei periti del giudice per le indagini preliminari.   LA PROVA DICHIARATIVA Da questo assunto era partita la richiesta del procuratore De Ficchy alla Corte d'Appello di rivalutare la prova dichiarativa. Per la Procura, infatti, i luoghi dove sarebbero avvenuti gli abusi sono stati riconosciuti dalle vittime e gli oggetti utilizzati sono stati individuati dagli investigatori.   I DETTAGLI FISICI Ma anche le particolari descrizioni delle singole abitazioni, delle auto e dei dettagli fisici fatte per alcuni imputati (a partire dai tatuaggi della bidella) non possono essere frutto di immaginazione secondo l’accusa.   I SEDATIVI Nei capelli di due bimbe furono rinvenute tracce di benzodiazepine, la sostanza dei sedativi «Rivotril» di cui fu ritrovata una confezione nella palestra dell'asilo, indicata dai bambini come il sottopassaggio da cui sarebbero stati fatti uscire dalla scuola, poi nascosti a bordo delle vetture degli imputati.   I PRIMI 5 CASI Ma, la riammissione di una delle 2 consulenze escluse, proprio quella sulle tracce di benzodiazepine rinvenute nei capelli delle bimbe, è stata poi rigettata dal collegio della III Corte d'Appello, che ha espresso parere favorevole solo all'acquisizione degli atti relativi all'ispezione effettuata a Mola D'Orciano, uno dei teatri dei presunti abusi. Violenze che, secondo il procuratore generale Amato, sarebbero state provate solo per i primi 5 casi, denunciati dai genitori nel 2005. Il 12 ottobre di quell'anno poi i carabinieri della compagnia di Bracciano effettuarono le perquisizioni domiciliari nelle residenze dei 5 imputati. I quali poi vennero arrestati e, dopo 17 giorni di detenzione, furono scarcerati dal Tribunale del Riesame, che annullò gli ordini di custodia cautelare per assenza di gravi indizi di colpevolezza. Provvedimento poi impugnato dal pm in Corte di Cassazione, che però confermò l'annullamento del Riesame.

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