Continua la saga del Colosseo vietato ai romani nella notte dei Musei. Con la Cgil che ieri proponendo per sabato 17 l’opening «con un numero limitato, scaglionato a tempo e precedentemente prenotato, utilizzando il personale già previsto in turno per il progetto "La Luna al Colosseo" (annullato per la notte dei Musei dalla Soprintendenza) con il biglietto al costo previsto di un euro». E i custodi che tengono il punto, rimarcando la questione. «Siamo circa trenta persone, 4 delle quali prossimi ad andare in pensione, con ferie, recuperi e riposi da considerare. Per un monumento aperto 7 giorni su 7, 362 giorni l’anno», chiosa il rappresentante Usb Paolo Pescosolido. La storia che saremmo dei fannulloni? Una favoletta», rispondono a tono. «La faccenda della carenza d’organico è sotto gli occhi di tutti. A Pasqua si è arrivati ad oltre 30.000 visitatori e stavamo in una decina scarsa». Cosa chiediamo? «Al ministro Franceschini, per far fronte alle massicce presenze, un decreto con le assunzioni, come quello adottato a Pompei in un’analoga drammatica situazione: sarebbe una buona soluzione-tampone». E altri aggiungono: «Siamo contro gli straordinari e il lavoro volontario, contro ogni forma di precarietà per garantire un lavoro dignitoso». Ancora, si ricorda come il Colosseo, in questi anni, non abbia mai aderito all’apertura notturna: «L’unica volta è stata la Notte Bianca di Veltroni nel 2003, quando, in stato di enorme caos, alcuni colleghi hanno subìto aggressioni verbali e stava finendo in rissa. Da lì si è deciso di non replicare l’esperienza». Dunque? «Non si può proprio aprire sabato col biglietto a un euro, di notte non riusciamo a garantire sicurezza; il Colosseo non ha un’illuminazione idonea ad assicurare visite sicure». «Ci meraviglia che a distanza di un anno non si è avuta la capacità organizzativa per trovare una via d’uscita. Tra l'altro, già dal 7 maggio si sapeva che non c’erano le condizioni per aprire», rincara la dose il coordinatore nazionale Ugl-Intesa Fp, Renato Petra. Ma il tam tam per scovare espedienti possibili per tenere aperto, nonostante gli evidenti problemi sul tavolo, l’anfiteatro più rappresentativo della Città eterna nella Notte dedicata alla cultura si rincorre sulle agenzie. Marco Palma (Pdl) lancia i politici-volontari per una notte, la Fiavet Lazio si dice «pronta a pagare la vigilanza privata». «Situazione vergognosa e deplorevole» per Lamberto Santini dell’Adoc: «Se il problema è la mancanza di personale, perché non si assumono e formano nuovi operatori, in particolare giovani e neolaureati?». Mentre il sindaco Marino ammette: «Non posso che dire che questa situazione crea un certo imbarazzo».
I lavoratori: «Non siamo fannulloni, troppo pochi per garantire la sicurezza»
Continua la saga del Colosseo vietato ai romani nella notte dei Musei. Con la Cgil che ieri proponendo per sabato 17 l’opening «con un numero limitato, scaglionato a tempo e precedentemente...
