Otto marzo Festa della donna, tre donne assassinate. Nel giorno in cui il mondo delle istituzioni celebra la giornata ricordando l'impegno da proferire nella lotta contro la violenza di genere, i numeri delle statistiche e i fatti di cronaca raccontano una storia che ribadisce il perché di questa necessità. Nella quale ad essere le protagoniste involontarie sono proprio le donne vittime della rabbia omicida degli uomini. Il quadro lo traccia, dati alla mano, il ministro dell'Interno. “Segnaliamo un calo degli omicidi in generale che non ha precedenti nella nostra storia. Ma non diminuiscono i numeri di omicidi che hanno per vittime le donne”, ha spiegato Angelino Alfano nel corso della sua visita all'associazione di volontariato “Telefono Rosa” a Roma. Cento giorni fa il Parlamento convertiva in legge il decreto per la prevenzione e la repressione del femminicidio, che ha introdotto alcune novità come quella della possibilità di ordinare l'allontanamento dall'abitazione del coniuge violento e la garanzia dell'anonimato assicurata ad un vicino di casa se denuncia fatti di violenze di cui si accorge. “Riteniamo che occorra una visione europea sul fenomeno del femminicidio e mi impegno a portare il tema come priorità nel semestre europeo di presidenza italiana dell'Unione Europea”, ha aggiunto Alfano. Intanto, ci sono stati tre casi di femminicidio, a Frosinone, Pavia e Perugia. La triste media statistica ci dice che in Italia ogni tre giorni una donna muore per mano di un uomo. Era stato già condannato in primo grado a quattro anni di carcere Sebastiano Fedele, il manovale di 44 anni che ieri ha ucciso la moglie Silvana Spaziani a Veroli (Frosinone), dopo averla dapprima picchiata con una sbarra di ferro e poi lanciata dalle scale. La condanna in primo grado dell'uomo era stata però sospesa in attesa dell'appello. Gli investigatori hanno ricostruito uno spaccato familiare terrificante: la donna, come la stessa suocera, venivano puntualmente picchiate e maltrattate da quel marito-figlio padrone. C'è la gelosia dietro l'omicidio di Assunta Cignano, 43 anni, uccisa a coltellate in pieno giorno dal convivente dietro al bancone del bar di Vigevano (Pavia) che gestivano insieme. E' stato lo stesso convivente, Francesco Albano, 71 anni, a dichiararlo ai carabinieri, ai quali si è consegnato subito dopo l'omicidio. Accusava la convivente di avere un'altra relazione. Aveva 28 anni ed era romena, invece, la donna uccisa oggi pomeriggio a Gualdo Tadino (Perugia) da un connazionale della sua stessa età. Secondo una prima ricostruzione, la donna viveva nel paese in provincia di Perugia, mentre il suo compagno era andato all'estero per lavoro e tornato da pochi giorni, forse per portarla poi con sé. Secondo fonti ospedaliere, la donna sarebbe morta dissanguata, senza alcuna possibilità per gli operatori del 118 di poter intervenire.
Un 8 marzo nel segno del femminicidio
Tre casi nelle scorse 24 ore. Il ministro dell'Interno Alfano: "Gli omicidi calano nel complesso, ma non quelli che hanno per vittime le donne"
