Dopo un anno già si sente il profumo della Storia per Francesco. E' venuto "dalla fine del mondo", come disse affacciandosi dal balcone della Basilica di San Pietro il giorno della sua elezione al Soglio Pontificio, ma in 12 mesi ha anche stupito il mondo. Con gesti semplici, un'attitudine spiazzante al basso profilo negli atteggiamenti, la rinuncia a ogni sontuosità, il linguaggio colloquiale, l'abitudine a parlare con chiunque. Come nelle sue telefonate a sorpresa divenute quasi proverbiali. Ma anche con decisioni forti, riforme di rottura nel governo della Chiesa. Un anno fa, dopo la clamorosa rinuncia di Joseph Ratzinger a sedere sul Soglio Pontificio, i cardinali elettori arrivavano a Roma per un conclave straordinario e inaspettato. Il 13 marzo gli occhi di tutto il mondo erano puntati su Piazza San Pietro quando Jorge Mario Bergoglio salutava il popolo cristiano da nuovo Papa della Chiesa Cattolica Romana. Oggi il suo nome è finito tra quello dei candidati al premio Nobel per la Pace. Certo, la lista è lunga. E tra i 278 nomi, secondo indiscrezioni, compaiono anche Edward Snowden e Vladimir Putin. Ma questa candidatura rappresenta un chiaro segnale di come in soli 12 mesi Papa Francesco sia riuscito a segnare un cambio di passo eccezionale nel lento mondo della Chiesa. Nell'anniversario del Conclave, Bergoglio ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha insistito sul tema del Pontefice che deve essere una persona come tutte le altre. “Dipingere il Papa come una sorta di superman, una specie di star, mi pare offensivo - ha detto a Ferruccio De Bortoli - il Papa è un uomo che ride, piange, dorme tranquillo e ha amici come tutti. Una persona normale”. “Mi piace stare tra la gente, insieme a chi soffre, andare nelle parrocchie - ha spiegato - non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia di Papa Francesco. Quando si dice per esempio che esce di notte dal Vaticano per andare a dar da mangiare ai barboni in via Ottaviano. Non mi è mai venuto in mente. Sigmund Freud diceva, se non sbaglio, che in ogni idealizzazione c'è un'aggressione”. Oggi intanto, come ogni mercoledì, Francesco è arrivato in piazza San Pietro per l'udienza generale. Nel consueto giro in jeep, ha salutato e baciato i bimbi lungo il percorso. Poi si è soffermato sul tema della Quaresima. Nel pomeriggio andrà per la prima volta all'Aventino, dove guiderà la tradizionale processione penitenziale per il mercoledì delle ceneri tra la basilica di Sant'Anselmo dei Benedettini e quella di Santa Sabina dei Domenicani. Lì riceverà le ceneri sul capo come un qualunque fedele. Domenica prossima, insieme a cardinali e vescovi della Curia Romana, Francesco raggiungerà la residenza dei paolini "Casa Divin Maestro" ad Ariccia, nei Castelli Romani, per seguire gli Esercizi Spirituali predicati dal sacerdote Angelo De Donatis, parroco di San Marco Evangelista al Campidoglio.
Bergoglio, un anno per rivoluzionare la Chiesa. E il Papa è candidato al Nobel per la pace
Un anno fa, dopo la rinuncia di Ratzinger, i preparativi per il conclave che il 13 marzo 2013 ha eletto Francesco nuovo vescovo di Roma
