La crisi in Ucraina si aggrava di ora in ora. Lo scontro Mosca-Kiev si sta inasprendo. I venti di guerra spirano sul Mar Nero e in Crimea dove le forze russe hanno, di fatto, militarizzato la penisola. Voci di imminenti attacchi rimbalzano da una parte all’altra. Come quella di un ultimatum che la flotta russa che presidia il porto di Sebastopoli avrebbe dato alle forze ucraine in Crimea, intimando loro di arrendersi entro le 4 (ora italiana) di questa mattina. Di questo ultimatum non c’è stata nessuna conferma dal ministero della Difesa ucraino. Dal canto suo la flotta russa del Mar Nero ha ribaduto di non avere piani di attacco alle unità militari ucraine in Crimea, smentendo di fatto l'ultimatum. «Qualsiasi ultimatum della Russia che minacci un attacco alle forze ucraine in Crimea sarebbe una "pericolosa escalation" di tensioneA ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Jen Psaki. La pressione diplomatica internazionale da una parte tenta di «mediare» dall’altra getta acqua nel fuoco. L’impressione è che basti una scintilla per scatenare l’inferno. Ma la diplomazia per l’Occidente resta «l’unica via» per uscire dalla crisi. L’ha ribadito pure il ministro degli Esteri Mogherini al termine del Consiglio straordinario dei 28 ministri degli Esteri Ue: «L’opzione militare non esiste, l’unica soluzione è diplomatica». Il ministro ha spiegato che questa «è l'opinione "condivisa" dalla comunità' internazionale» Mogherini è ottimista: «Ho parlato nelle ultime ore con i miei omologhi degli Stati Uniti e dell'Unione europea e le distanze sono minori di quello che appaiono». «Rassicurazioni» per certi versi arrivano pure da Mosca. Il Cremlino ha spiegato che le sue truppe in Crimea sono necessarie per proteggere la popolazione civile. Ha detto pure che la gente in Crimea e sotto il giogo degli «ultranazionalisti» da quando il presidente Yanukovic si è dimesso l’altro mese. Kiev si prepara alla mobilitazione generale per l’intervento. Fino a questo momento non si è sparato neanche un colpo nella penisola a maggioranza russofona e per tradizione filo-russa. Usa e Ue hanno condannato l’intervento russo in Crimea. La cancelliera Merkel ha tuonato con un «Putin è fuori dalla realtà». Intanto l’Italia ha deciso «insieme ad altri sei Paesi del G8» di sospendere la partecipazione alle riunioni preparatorie del G8. Lo ha precisato Mogherini: «La decisione che è stata presa consensualmente con i nostri partner ed ed è stata comunicata questa notte dalla Casa Bianca. Questo però non significa che il G8 non esiste più». Schierando l'esercito in Ucraina, la Russia «si è messa «dal lato sbagliato della storia»: lo ha sottolineato il presidente americano, Barack Obama. Il presidente e il vice Joe Biden hanno messo in guardia il primo ministro russo Dmitry Medvedev sul «crescente isolamento politico ed economico» cui la Russia andrà incontro «se non ritirerà le le proprie forze» dalla Crimea che è territorio ucraino. Gli Stati Uniti stanno già preparando le sanzioni contro la Russia per l'escalation in Ucraina: lo ha annunciato il Dipartimento di Stato. « A questo punto non stiamo solo considerando le sanzioni per le azioni della Russia» ha sottolineato il portavoce Jen Psaki «è probabile che le metteremo in atto e ci stiamo preparando per questo». Giovedì prossimo i capi di Stato e di governo dell'Unione europea si riuniranno a Bruxelles per un vertice straordinario La parola d'ordine è «descalation». Cioè convincere la Russia a «non commettere passi falsi». E anche sostenere il governo e la popolazione dell'Ucraina. Intanto per oggi è prevista una runione straordinaria dei Paesi della Nato sollecitata dalla Polonia che si sente minacciata.
Partono le sanzioni Usa contro la Russia
Obama avverte Medvedev: rischiate l’isolamento. Merkel tuona: «Vladimir è fuori dalla realtà»
