Attualità

Il Valle okkupato ci costa più di un milione l’anno

Mancati incassi e maxi evasione alla Siae, anche Renzi boccia l’immobilismo di Marino

La patata bollente del Teatro Valle di Roma scotta sempre di più. All’indomani del no del Prefetto di Roma Pecoraro, che non ha riconosciuto la «Fondazione» costituita dagli occupanti dello stabile, ora interviene persino il premier incaricato Matteo Renzi. L’ex sindaco di Firenze porta ad esempio la parabola virtuosa del Teatro La Pergola che in pochi mesi è passato dall’Ente Teatrale Italiano a una Fondazione di diritto privato di cui fanno parte il Comune gigliato e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. A Roma, invece, c’è l’inerzia di Marino e le cose sono andate diversamente. Da poco meno di tre anni, il Teatro Valle è occupato da attori, tecnici e simpatizzanti vari. In più di un’occasione, le istituzioni sono state chiamate in causa per fare chiarezza ma hanno sempre fatto orecchie da mercante. Hanno annunciato tavoli di trattativa che poi si rivela essere sempre la strada più sicura per non fare nulla. Qualche giorno fa perfino la Digos ha provato a entrare nel teatro ma è stata respinta dagli occupanti. Mentre i giorni, i mesi e gli anni passano, l’occupazione del teatro non è gratuita e ha un costo per tutti. Innanzitutto come mancati incassi. Se è vero, infatti, che il teatro prosegue la sue attività sulla base di sottoscrizioni volontarie, è pur vero che ogni anno la mancata e regolare bigliettazione provoca un buco di circa un milione di euro. «Prima dell’occupazione - spiega Salvatore Aricò, ex direttore del Valle alla guida del teatro fino al 2010 - il Valle ospitava 250 recite e 50 compagnie all’anno che attiravano una media di 50 mila spettatori spalmati su 300 giorni di attività». Senza contare il conseguente danno alla Siae che è di 100 mila euro l’anno. Poi ci sono i 500 mila euro non dati alle compagnie teatrali e i 70 mila euro all’anno che venivano dati ai vigili del fuoco per garantire la sicurezza degli spettacoli. Nel frattempo il Comune di Roma continua a spendere circa 90 mila euro all’anno per le bollette della luce. «La questione Valle - continua Massimo Monaci - è in totale contrasto con tutto il sistema teatrale cittadino, che si muove negli ambiti della legalità, sia per quanto riguarda le norme di sicurezza per i luoghi di pubblico spettacolo, che i pagamenti relativi ai contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi, alla Siae e alle utenze». «La nostra - sottolinea il presidente dell’Agis Lazio - non è una battaglia contro, ma a favore di chi quotidianamente opera faticosamente nel rispetto delle regole. Auspichiamo che sul Teatro Valle si possa prevedere al più presto la pubblicazione di un bando europeo per la sua gestione, mettendo in sana concorrenza tutti coloro che si ritengono in grado di rispondere alle esigenze di carattere artistico ed economico. Solo così sarà possibile ristabilire una gestione rispettosa del pluralismo culturale e dei criteri di economicità e di trasparenza che un’amministrazione pubblica deve garantire a tutela del Bene Comune». E c’è ancora un aspetto da considerare. C’è il Marchese Aldo Pezzana Capranica Del Grillo, proprietario del foyer del Valle e dell’appartamento del custode, che tra Comune di Roma e Ministero dei Beni culturali deve percepire ottantamila euro di arretrati.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.