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Il tabaccaio razziato 5 volte in 12 mesi: ora temo anche la mia ombra

«Ho subito cinque rapine in un anno e ho speso più di venti mila euro l’ultima volta per riparare i danni di un furto con scasso». Vuole restare anonimo il titolare di una piccola tabaccheria di via...

«Ho subito cinque rapine in un anno e ho speso più di venti mila euro l’ultima volta per riparare i danni di un furto con scasso». Vuole restare anonimo il titolare di una piccola tabaccheria di via Boccea, da qualche tempo a questa parte ha paura perfino della sua ombra. Troppe le rapine alle quali ha dovuto assistere inerme, due volte ha temuto per la sua vita e per quella dei suoi dipendenti perché i malviventi erano armati e drogati. Questo esercente fa parte della schiera dei tabaccai romani che subiscono circa 150 rapine ogni anno. Il danno per la categoria ammonta ad un milione e mezzo, due milioni di euro, tra il bottino portato via, le saracinesche e le porte rotte o forzate. Insieme ai farmacisti, agli orafi e ai benzinai, i tabaccai sono tra le categorie più a rischio perché gira contante in questi negozi che vendono un po’ di tutto, sigarette, "gratta e vinci", oggetti di vario genere anche se ormai i tabaccai accettano carte di credito o bancomat. «L’attenzione della categoria è sempre molto alta nei confronti del fenomeno criminalità – spiega Albino Bernocchi presidente romano della Fit (Federazione italiana tabaccai) della Confcommercio – leggiamo notizie come quelle della barista di Fiumicino che ha accoltellato un uomo che era entrato per compiere una rapina e non possiamo che essere spaventati. Del resto siamo tra le categorie più a rischio e maggiormente esposte ad episodi del genere». Gli ultimi dati della Fit risalgono al 2011 e parlano di oltre 150 tra furti e rapine subiti ogni anno. In genere i colpi avvengono di notte ma la crisi sta alimentando anche le razzie in pieno giorno. Per questo i tabaccai stanno correndo ai ripari. «La maggior parte si sta dotando di sistemi di sorveglianza avanzati con costi elevati che non tutti gli esercenti si possono permettere specie con la crisi che attraversano – continua il presidente dei tabaccai – l’obiettivo è di scoraggiare questi furti ma soprattutto di tutelare i proprietari senza bisogno che ricorrano alle armi». Bernocchi rifugge dall’idea che ci si debba armare per andare a lavorare e per fortuna, dice, «la categoria che rappresento è lontana da questa scelta». Ma è anche stanca di essere il bersaglio di chi delinque. L’attenzione è alta e la richiesta alle istituzioni è quella di non lasciare soli i tabaccai e le categoria più a rischio. «Siamo in stato di agitazione – dice Bernocchi – attendiamo risposte da parte di chi ci governa e non soltanto sul fronte difesa da furti e rapine».

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