Papa Francesco nelle vesti di supereroe, con tanto di borsa nera in mano, in difesa dei valori cristiani, vola con un tweet vaticano. Il murales comparso ieri mattina su un muro di un palazzo storico in via Plauto a Borgo Pio, a due passi da San Pietro, firmato Maupal 2014, è rimbalzato in rete con un tweet dell’account Vatican Comunication, l’account ufficiale del Pontificio consiglio per la comunicazione (e poi su quello delle guardie svizzere). Per Bergoglio, dopo le copertine di Time e di Rolling Stone anche gli "onori" dei muri romani. Tempi nuovi per il Papa: ma non tanto perché difficilmente in passato, anche con il venerato Wojtyla, si sarebbe visto per le strade attorno al Vaticano un writer cimentarsi con un murales con il pontefice/superman che vestito di bianco vola sorridente con il braccio in avanti, come un vero e proprio supereroe della Marvel Comics. Piuttosto sembrano tempi cambiati soprattutto per il modo di comunicare del Vaticano, con la nuova evangelizzazione (il nuovo modo di comunicare) che padroneggia la rete e fa scuola. Del resto anche Gesù radunava le masse con quel che c’era a disposizione. Certo il disegno apparso nelle prime ore di ieri mattina a Roma si prestava eccome. Mostra un Bergoglio realizzato con una ottima tecnica: nella mano sinistra porta la sua famosa borsa nera, con sopra scritto in spagnolo "Valores" e con un calzino che esce dal fondo consunto. La destra chiusa in un pugno mentre vola. Il murales fatto con gusto e senza alcuna volgarità sembrava fatto apposta per farsi prendere. E infatti è stato subito messo su twitter da Vatican Comunication, account del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali. Con tanto di didascalia: «Vi mostriamo un graffito trovato a Roma nelle strade vicino al Vaticano». Papa Francesco spopola in Rete. Non solo è il più popolare, ma risulta più efficace di molti noti personaggi che fondano la propria comunicazione sul web vantando un seguito che, come spiega Claudio Zamboni, partner e Co.founder di 3rdPlace, esprime «un altissimo livello di interazione con i suoi messaggi». Su Twitter, ad esempio, gli account Pontifex, pur avendo una frequenza di pubblicazione media di 0,79 tweet al giorno, mostrano un engagement medio pari a 6.637 contro i 2.309 di Barak Obama che pure twitta molto di più rispetto al Pontefice (7,76 tweet al giorno). Siamo appena alla fine di gennaio. E ce n’è già abbastanza per far suppore che Bergoglio diventi anche l’uomo del 2014. Dopo la copertina di "Time" che ha nominato Papa Bergoglio «persona dell’anno» 2013 anche la rivista musicale "Rolling Stone" gli ha dedicato una copertina. Sotto la foto del Papa compare il titolo "The Times They Are a Changin" (i tempi stanno cambiando), lo stesso titolo della canzone di Bob Dylan che negli anni ’60 fu il manifesto della rivoluzione generazionale e culturale allora in atto. L’accostamento a Dylan nel 1964 sarebbe stata una provocazione quasi blasfema. Ma nella parole di papa Francesco riecheggiano alcuni dei concetti persino del primo Dylan: la sua voglia di cambiare la Chiesa, le sue denunce degli eccessi della Finanza, della guerra, l’attenzione per le minoranze, gli appelli a uno stile di vita più semplice, non possono non essere condivisi anche dai fan del Dylan degli inizi. Ma c’è un precedente. Il 27 settembre 1997, quando Bob Dylan, cantò con papa Wojtyla sul palco a Bologna, di fronte a quasi 400 mila persone, nell’ambito del Congresso Eucaristico. In quell’occasione tolse dalla scaletta "With God On Our Side", spietata denuncia di chi uccide in nome del suo Dio. Per il nostro Celentano Francesco «è il Papa della svolta» e «mi emoziona» ha detto l’artista nell’intervista a padre Enzo Fortunato, direttore della rivista dei frati di Assisi "San Francesco patrono d’Italia", anticipata sul sito sanfrancesco.org «La cosa che più di tutto apprezzo di Pà Francesco (lo chiama così, ndr.) è la forte concentrazione sulla figura di Gesù. È questa la vera svolta epocale che il mondo aspettava». L’artista sottolinea che «i fedeli sono attratti da questo Papa, e le chiese si riempiono da quando c’è lui». Tutto il mondo gli scrive. Papa Francesco è considerato più che un amico dalle persone. È "uno di famiglia" e non sorprendono le migliaia di lettere, pacchi, oggetti che arrivano per lui ogni settimana, da tutte le parti del mondo, in Vaticano. Una trentina di sacchi, zeppi di buste: c’è chi gli chiede un consiglio, chi gli vuole dimostrare amore, chi gli dedica una poesia, chi gli regala una sciarpa confezionata per lui. Casa Santa Marta (Città del Vaticano) è l’indirizzo di destinazione. È nell’Ufficio di Corrispondenza del Papa, situato nel Palazzo apostolico, che le missive vengono gestite. Un lavoro non facile per monsignor Giuliano Gallorini, suor Anna e altre due signore: una piccola squadra per una montagna di corrispondenza, in dozzine di lingue. «Le richieste sono soprattutto di conforto e di preghiera», afferma monsignor Gallorin in un’intervista al settimanale d’informazione Vatican Magazine prodotto dal Centro Televisivo Vaticano e ripresa da Radio Vaticana. «Moltissime riguardano, sarà anche il momento che viviamo, le difficoltà, soprattutto le malattie... Chiedono - continua il presule - preghiere per i bambini, descrivono anche situazioni di difficoltà economiche. Si cerca di far sentire la vicinanza del Papa che coglie la loro sofferenza, il loro disagio, che è loro vicino nella preghiera. Poi, per quello che è possibile, ci aiutiamo indirizzando le richieste agli uffici specifici, per esempio le richieste di aiuti economici vengono trasmesse alle Caritas diocesane». La prima selezione delle missive è per idioma. Poi, le lettere vengono aperte e lette. Papa Francesco, da solo, non potrebbe farcela mai a sbrigare tutta la corrispondenza, quindi spetta al suo Ufficio aiutarlo a distinguere la richiesta di chi vuole dare un semplice saluto al Papa da quella di chi in Papa Francesco cerca conforto, una mano tesa per una necessità urgente. Sono queste le lettere che arrivano sulla sua scrivania: «Sono i casi un po’ più delicati come i casi di coscienza. Di cui il Papa prende visione direttamente».
Bergoglio Superman vola sul tweet Vaticano
II murales firmato MauPal vicino a San Pietro rilanciato dall’account del Pontificio consiglio
