Sono usciti dall’aula non appena il presidente Mauro Vaglio ha terminato il suo lungo intervento nell’ambito dell’apertura dell’anno giudiziario nel distretto capitolino. Gli avvocati del foro di Roma hanno deciso così di rendere esplicito ed eclatante un malcontento diffuso in tutta la categoria. Protesta avvocati Hanno atteso ordinatamente che il loro presidente iniziasse ad argomentare la sua relazione poi, i tanti avvocati presenti nell’aula della Corte d’appello di Roma, hanno indossato una fascia tricolore - poco dissimile da quella utilizzata dai sindaci durante le cerimonie ufficiali - che recava la scritta emblematica «a difesa della democrazia» per lamentare il mancato rapporto di interlocuzione con il ministero della Giustizia; un’azione arrivata in contemporanea alle dichiarazioni del presidente che ha così spiegato le ragioni della protesta che si scaglia «contro le difficoltà di accesso a una giustizia sempre più onerosa - ha spiegato Vaglio - e appannaggio solo dei più ricchi che va cosi in contrasto con il diritto costituzionale di una difesa che deve essere appannaggio di tutti i cittadini». Una posizione critica «condivisa da tutti gli ordini d’Italia» che punta l’indice contro l’aumento dei costi che «comprimono i diritti dei cittadini e contro i provvedimenti liberticidi adottati dall’attuale Governo». Una presa di posizione netta ribadita, oltre che dallo stesso Vaglio anche dal segretario dell’ordine Pietro Di Tosto e dal tesoriere Antonino Galletti che, dopo avere abbandonato polemicamente l’aula hanno ribadito l’impegno della categoria in un settore chiaramente in difficoltà: «L’Avvocatura continuerà a esercitare il proprio ruolo di salvaguardia del diritto di difesa del cittadino, della libertà e della democrazia nel nostro Paese - ha dichiarato il presidente dell’Ordine, rilevando - come nel periodo 2002-2012 il contributo unificato sia aumentato del 55,62% per i procedimenti di primo grado, del 119,15% per i procedimenti in appello e addirittura del 182,67% per i procedimenti in cassazione». Vaglio, Di Tosto e Galletti hanno inoltre evidenziato lo «sproporzionato aumento di quella che si può definire una tassa occulta sulla giustizia, ovvero l’aumento della marca di cancelleria per le notifiche che da 8 euro è giunta a 27 euro con un aumento del 340%, quando tutti sanno che le notifiche dei biglietti di cancelleria sono ormai gratuite perché avvengono per mezzo Pec». La risposta dell’Anm Il presidente della sezione distrettuale di Roma e Lazio dell’Anm Giacomo Ebner ha provato a gettare acqua sul fuoco della polemica affermando che «il motto della nuova sezione distrettuale dell'associazione è “tutto tutti assieme”, nel senso di lavorare insieme per dare risposte ai cittadini insieme agli avvocati. La cultura del rispetto reciproco è la strada maestra da seguire e in questo senso mi rivolgo soprattutto agli avvocati. Occorre impegnarsi - ha aggiunto - insieme per dare risposte ai cittadini e dare risposte dignitose. Il più grande errore che possiamo fare è quello di pensare che la magistratura e l’avvocatura si muovono su fronti opposti».
Avvocati abbandonano l’aula «Difendiamo la democrazia»
Sono usciti dall’aula non appena il presidente Mauro Vaglio ha terminato il suo lungo intervento nell’ambito dell’apertura dell’anno giudiziario nel distretto capitolino. Gli avvocati del foro di...
