Attualità

Baldisseri: «Sulla famiglia pronti a discutere senza paura»

Andrea Acalia.acali@iltempo.it Fresco di nomina cardinalizia, ieri mons. Lorenzo Baldisseri, segretario del Sinodo dei vescovi, è stato ricevuto da Papa Francesco, in un momento di intenso lavoro...

Fresco di nomina cardinalizia, ieri mons. Lorenzo Baldisseri, segretario del Sinodo dei vescovi, è stato ricevuto da Papa Francesco, in un momento di intenso lavoro per la preparazione dell’assemblea straordinaria. Stanno arrivando le risposte al questionario sulla famiglia? Qual è il clima che si respira nella Chiesa, tra i fedeli di tutto il mondo? Il termine ultimo per l'invio delle risposte delle Conferenze Episcopali e degli altri organismi di diritto è il 31 gennaio prossimo. Per il momento ne sono arrivate poche, perché si stanno facendo le sintesi. Numerose sono invece le risposte individuali e di gruppo, che sono già nelle mani dell'equipe incaricata di esaminarle. Molti preferiscono l'invio diretto, che è qui benvenuto. Si rileva effettivamente un grande interesse per questa iniziativa e il clima è di fiducia e di apprezzamento per l'apertura a 360 gradi che facilita l'ascolto, il dialogo e la volontà di far conoscere il vissuto della gente, al ritmo dei tempi di oggi. I mezzi di comunicazione aiutano assai in questo senso e ne siamo grati. Spesso il dibattito, soprattutto sui mass media, si è ridotto alla questione dei sacramenti ai divorziati. L'interesse è a tutto campo e così pure le informazioni e i suggerimenti che si riferiscono agli otto punti, anche al nono sui "varia". Queste ultime proposte saranno oggetto di attenzione soprattutto per il Sinodo del 2015. Le questioni più sensibili e messe in risalto da molti sono quelle relative alla legge naturale, alle sfide che riguardano tematiche e situazioni difficili, come quelle dei separati, dei divorziati risposati, delle convivenze, nonché lo snellimento delle cause matrimoniali di nullità ed eventuali altri percorsi pastorali. Tuttavia non è questo l'unico argomento da affrontare e forse nemmeno il principale. Penso, ad esempio, alle parole pronunciate dal S. Padre durante il recente discorso agli ambasciatori presso la S. Sede sulla necessità di politiche a sostegno della famiglia e sull'orrore dell'aborto. La priorità oggi è proprio famiglia come tale, la cui struttura di fondo è messa in discussione. La Chiesa è interpellata su questo e deve affrontare tale sfida con adeguate risposte. L'inchiesta offrirà un materiale che farà riflettere teologi, canonisti, psicologi e pastori di anime. Stiamo vivendo un momento epocale e si vuole viverlo senza paure e senza infingimenti, affrontando tematiche anche cruciali nella fiducia e nella consapevolezza che vi è un disegno provvidenziale e un'assistenza divina. Altro tema delicato è quello della morale sessuale, in particolare la contraccezione. Cosa emerge dalle risposte al questionario? Il documento «Humanae vitae» riporta il magistero della Chiesa in materia. Ad oltre cinquant'anni della sua pubblicazione c'è bisogno di fare un bilancio. Sarà utile sapere di più sulla sua applicazione e fare le dovute riflessioni. Ciò interessa ai padri sinodali che avranno le indicazioni raccolte in questo questionario. Il Papa non perde occasione per ribadire che i cristiani non devono essere «legalisti» e burocrati. Ma i comportamenti sono conseguenza di scelte di vita precise: la sensazione è che tra i cristiani la conoscenza del Vangelo sia sempre più secondaria, almeno in Occidente. Papa Francesco ha iniziato un percorso pastorale diverso, non nuovo in sé per un pastore. Il suo stile di pastore diviene giorno per giorno modello per i vescovi, i sacerdoti e gli operatori pastorali del mondo. Sta coinvolgendo tutti. Questo è nuovo in un pontefice, almeno in questa misura. Ciò significa che non c'è posto per i legalisti, che non hanno niente da dire se non ribadire o creare formule a tavolino, e magari colpire con punizioni, pronti non ad aiutare ma a smorzare qualsiasi iniziativa, creatività. Papa Francesco vuole che la gente viva fino in fondo il messaggio evangelico, come San Francesco, "sine glossa". L'ordine legale viene dopo e da sé. Allora non è un'utopia amare. Si diceva in passato: "ama e fai quello che vuoi", che non vuol dire ama te stesso e basta (narcisismo), ma ama il prossimo come te stesso, fino all'agapé, alla donazione. L'organizzazione e i programmi che stabiliscono tutto, giungendo a definire i minimi particolari, vanno bene per un'impresa, ma non per la azione pastorale. Importante è il contenuto, che diventa novità se si spoglia di forme desuete e anacronistiche. Le persone vengono prima delle parole e dei progetti. Cosa si aspetta dal prossimo Sinodo? Quello che la gente desidera e cioè far capire loro che la Chiesa è vicina, non le è estranea. Scoprirà che è collegiale, come l'ha voluta Cristo, e lanciata in missione. La Chiesa con i suoi pastori ed operatori ha una parola importante da dire ed è pronta ad affrontare, senza reticenze e nella verità, le problematiche della società di oggi e dare il suo contributo millenario alla luce del vangelo e della sua storia ricca di santi e di saggi. I vescovi polacchi hanno stilato un messaggio di dura condanna dell'ideologia gender in cui sottolineano il rischio distruttivo per la famiglia. Che ne pensa? L'intervento dell'episcopato polacco s'iscrive nella pura linea del magistero della Chiesa e certamente è una presa di posizione che risponde alla tendenza attuale di voler imporre a livello mondiale anche con pressioni di carattere economico questa visione che mina la società nella sua struttura fondamentale. Il Sinodo si occuperà anche di questa questione. Come si sta preparando a ricevere la berretta? La notizia officiosa risale al Conclave quando, in qualità di Segretario, Papa Francesco appena eletto, mi pose il solileo rosso sulla testa, segno tradizionale dell'elevazione al cardinalato. È passato quasi un anno ed ecco che domenica 12 gennaio all'Angelus il Santo Padre ha proferito anche il mio nome, leggendo la lista dei nuovi cardinali. Gli sono molto grato perché la nomina significa dignità e fiducia e allo stesso tempo impegno e responsabilità per me nei Suoi confronti e verso la Chiesa.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.