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Il processo del Papa Buono? È pieno di miracoli

Nessuno sconto, neppure sul secondo miracolo. Il prefetto della Congregazione per le cause dei santi, cardinale Angelo Amato, ha chiarito un aspetto importante del processo che il 27 aprile si concluderà con la canonizzazione di Giovanni XXIII

Nessuno sconto, neppure sul secondo miracolo. Il prefetto della Congregazione per le cause dei santi, cardinale Angelo Amato, ha chiarito un aspetto importante del processo che il prossimo 27 aprile si concluderà con la canonizzazione di Giovanni XXIII. Lo ha fatto durante il consueto discorso di apertura dello «Studium» del suo dicastero, giunto al trentesimo corso, l’altro pomeriggio all’Urbaniana. Come riferisce l’Osservatore romano, il cardinale ha chiarito che Papa Francesco «ha solo ridotto i tempi, per la grande opportunità per la Chiesa intera di celebrare nel 2014 con Giovanni XXIII, l'iniziatore del concilio Vaticano II, e con Giovanni Paolo II, il realizzatore dei fermenti pastorali, spirituali e dottrinali dei documenti conciliari». Un chiarimento necessario, secondo il giornale vaticano, per fugare dubbi e incertezze: la «positio» del Papa Buono è piena di resoconti di miracoli. Sono numerose le testimonianze su eventi prodigiosi giunte fin 3 settembre 2000, quando Giovanni Paolo II lo beatificò. Il cardinale Amato ha sottolineato che «provengono da tutto il mondo, spesso sono accompagnate da documentazione medica, e attestano che il ricorso del popolo di Dio all'intercessione del beato è diffuso, continuo, spontaneo e universale». La maggior parte sono arrivate al rettore della casa natale di Roncalli, a Sotto il Monte, ovvero al più stretto collaboratore di Giovanni XXIII, il suo segretario personale e neo cardinale Loris Capovilla, ma anche alla stessa Congregazione. In particolare, il prefetto ha ricordato il caso di una signora napoletana, risalente al dicembre 2002, che «ingerì per errore una bustina di cianuro. Invocando il beato si salvò dall'avvelenamento senza riportare danno ai reni, né alla milza, e guarendo contestualmente dalla cirrosi epatica». Un miracolo che è «parte integrante del processo di beatificazione e di canonizzazione». Ma il cardinale ha annunciato anche un’altra importante novità, nella linea di quella sorta di «spending review» voluta da Papa Francesco: dall’inizio di quest’anno, infatti, è entrato in vigore «un tariffario di riferimento» per evitare «sperequazioni tra le varie cause». Una novità, sottolinea il giornale della S. Sede, «ispirata da un senso di sobrietà ed equità». Il cardinale ha spiegato che «è bene che gli attori conoscano le spese alle quali vanno incontro, relative sia alle tasse della Santa Sede sia ai compensi dei postulatori» ed ha aggiunto che «qualcuno ha anche iniziato a far pervenire qualche offerta per le cause povere», circostanza che rende possibile da parte della Congregazione di «venire incontro a eventuali richieste da parte di cause meritevoli» del sussidio previsto dal regolamento.

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