L’obiettivo è capire. Ogni giudizio, per il momento, va sospeso perché ancora non si conosce l’esatta dinamica dei fatti. E gli interrogativi sono tanti. Il primo è relativo alla strada percorsa dai due bambini dal punto in cui la madre li ha lasciati a quello in cui sono stati ritrovati. Una distanza, comunque, di qualche chilometro che i due piccoli avrebbero affrontato con la neve alta, la notte che incombeva e il gelo della stagione invernale. Altro mistero è il telefonino, rimasto per ore irraggiungibile. La procura di Tivoli diretta da Luigi De Ficchy ieri mattina ha aperto un fascicolo d’inchiesta che, al momento, è senza indagati. Un’ipotesi di reato, in vista dei prossimi accertamenti potrebbe essere quella di abbandono di incapace, ma Alexia potrebbe anche essere querelata, dalla madre del figlio che il compagno ha avuto con la prima moglie, per lesioni colpose. L’indagine relativa alla scomparsa dei bambini ritrovati mercoledì in una grotta sul Monte Livata servirà «per sentire i testimoni e cercare di ricostruire un po’ la faccenda», e, in particolare, «cosa è avvenuto esattamente dalle 11.30, orario in cui la signora Alexia Canestrari si è incamminata con i piccoli, allontanandosi dalla baita, fino al loro ritrovamento», sottolinea il comandante dei carabinieri di Tivoli, Alessandro Falzone. «Stiamo lavorando a 360 gradi - ha assicurato il militare - per riuscire a capire come sono andate le cose», ma «è prematuro, parlare dell’ipotesi di un abbandono di minori». La trentaseienne, compagna dell’imprenditore romano Emanuele Tornaboni e madre di Nicole, di quattro anni (mentre Manuel, di cinque, è figlio solo di Tornaboni e dell’ex moglie Adelaide Salpietro), «si è mossa a piedi - conferma il comandante dei carabinieri di Tivoli - trascinando i bambini per cinque chilometri e mezzo in linea d'aria, una distanza che via terra diventa di circa 10 chilometri». Secondo Falzone, che ha escluso il ritrovamento da parte delle forze dell'ordine di un auto usata da Alexia Canestrari per spostarsi, è plausibile dunque la versione che la donna avrebbe fornito ieri. E ha confermato che Alexia ha fornito indicazioni utili al ritrovamento di Manuel e Nicole, ai quali aveva anche lasciato il suo soprabito per proteggersi dal freddo. Al momento rimangono però numerosi i punti da chiarire e proprio su questi dovranno far luce gli interrogatori predisposti a breve dalla procura di Tivoli, tra i quali ci sono quelli del padre dei piccoli e della stessa Alexia, ricoverata nell’ospedale di Subiaco con un principio di assideramento, dei soccorritori e dei testimoni. Resta tutto da chiarire anche un dettaglio che per ora non trova conferme: nel bosco ci sarebbe stata anche un’altra persona, probabilmente un uomo, finora sconosciuto.
Madre incapace o eroina. È giallo
L’ipotesi del pm: abbandono di incapace. Possibile querela per lesioni colpose
