Tre persone si sono smarriti ieri nei boschi della Ciociaria, le ricerche continuano senza sosta. Due giovani hanno perso l’orientamento sul monte a Supino e non sono riusciti a tornare indietro. Carabinieri, vigili del fuoco, volontari della protezione civile e uomini del Soccorso alpino del Lazio li stanno cercando. Un uomo di 44 anni è scomparso, invece, nelle alture di Campoli Appennino, nella Valcomino, al confine con il parco nazionale dell’Abruzzo, Lazio e Molise. Era andato a correre in montagna ma non è mai tornato a casa. E se i due piccoli dispersi sul Monte Livata fortunatamente sono stati salvati, spesso la montagna non perdona. Fabrizio Lollobrigida, esperto di escursioni e storico maestro di sci, ha paragonato la mobilitazione dell’intero paese per ritrovare i due bimbi romani a quella risalente al lontano 1956 quando «a Monte Livata avvenne una tragedia senza fine. Un incidente drammatico che costò la vita a due persone, seppur esperte. L’allora direttore dell’ufficio postale e un’esperta guida di montagna, mentre scendevano a valle, a bordo di una macchina, uscirono di strada e finirono in un dirupo. Morirono all’istante ma la cosa più drammatica fu il recupero dei loro corpi. Anche in quel frangente l’intero paese si è mobilitato. Proprio come l’altra notte». La paura più grande arriva sempre con il calar delle tenebre. Come avvenuto lo scorso anno, a settembre, quando a perdersi sui monti, è stato un anziano romano uscito dal sentiero perché in cerca di funghi. Una passione, quella per Porcini e Famigliole, che a volte può essere fatale. Il pensionato venne ritrovato semiassiderato e oramai allo stremo delle forze. Meno fortunato fu, invece, un costruttore edile abruzzese che dopo aver perduto l’orientamento e dopo aver cercato ma inutilmente di dare l’allarme, venne ritrovato morto quattro giorni dopo ai confini con il Parco Nazionale d’Abruzzo. Aveva camminato per chilometri senza rendersi conto di averne percorsi oltre quaranta. Quindi la vicenda dei bambini e della madre può essere definita un vero miracolo. E per non smentire la proverbiale ospitalità degli abitanti di Subiaco, il sindaco Francesco Pelliccia ha fatto allestire, all’interno del Comune, una sorta di sala operativa di coordinamento per tutti i volontari e i semplici cittadini, ma esperti, che hanno preso parte alle ricerche dei due fratellini romani e di Alexia Canestrari. Ieri mattina il paese è stato tappezzato di manifesti di ringraziamento da parte del primo cittadino che, in una lettera aperta, spiega: «Il Comune di Subiaco, in merito al ritrovamento della donna e dei due bambini scomparsi nella giornata di ieri, esprime le più sincere congratulazioni a tutte le forze impiegate nelle operazioni di ricerca, manifestando la commossa gratitudine di tutta la comunità di Subiaco. Con professionalità, dedizione, competenza e spirito di solidarietà hanno scongiurato un evento tragico e data dimostrazione di come la comunità di Subiaco e tutto il sistema Paese è capace nei momenti più difficili di mettere in campo eccezionali capacità umane e professionali». E poi giù un elenco di persone da ringraziare, tra cui i carabinieri del Gruppo di Frascati guidati dal tenente colonnello Luciano Magrini, il capitano della Compagnia di Subiaco Alessio Falzone e tutti i suoi uomini; il Soccorso Alpino Lazio, il Corpo Forestale dello Stato, i Vigili del Fuoco, i membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri, quelli dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo, i Guardia Parco dei Monti Simbruini,
Dispersi nei boschi della Ciociaria e in Abruzzo. Ricerche senza sosta
Tre persone si sono smarriti ieri nei boschi della Ciociaria, le ricerche continuano senza sosta. Due giovani hanno perso l’orientamento sul monte a Supino e non sono riusciti a tornare indietro....