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Torino, uccide la famiglia e poi si toglie la vita

A dare l’allarme è stato l’autore dei delitti: "Venite, ho sparato a mia suocera e a mia moglie, ho fatto una strage"

Tragedia a Collegno, paese nel torinese. Una lite nata in casa, al quinto piano di una palazzina residenziale, è degenerata in un quadruplice omicidio. Daniele Garattini, 57 enne rappresentante di commercio e disoccupato da ottobre, intorno alle 12.30 ha impugnato una pistola calibro 7,65 e ha sparato alla suocera. Daria Maccari, 84 anni, è morta sul colpo in soggiorno. L’uomo poi è andato in cucina e ha quindi fatto fuoco sulla moglie, Letizia Maggio, 54 anni. Anche lei è deceduta. Dopo aver sparato anche sulla figlia Giulia, 21 anni, ha puntato l’arma contro se stesso, al cuore. Ma i sei colpi del caricatore erano finiti. Quindi ha preso un coltello e si è pugnalato al petto, morendo poco dopo. La figlia è stata trasportata in gravissime condizioni all’ospedale Martini di Torino dove è morta poco dopo. Forse a scatenare la furia dell’uomo è stato il fatto che avesse perso recentemente il lavoro. A dare l’allarme ai carabinieri, è stato proprio l’autore dei delitti. «Venite, ho sparato a mia suocera e a mia moglie, ho fatto una strage». Quando sono arrivati sul posto, gli inquirenti hanno trovato i corpi a terra in un lago di sangue. Garattini era ancora agonizzante è riuscito a dire: «Sono impazzito, sono impazzito» prima di morire. I carabinieri stanno sentendo in caserma alcuni vicini di casa e alcuni familiari tra cui il padre dell’autore della strage. Tra i primi a essere ascoltati, il fidanzatino della figlia Giulia. Dopo averla chiamata più volte sul cellulare perché voleva organizzare con lei la serata di festa del Capodanno, il ragazzo si è rivolto ai carabinieri che gli hanno spiegato l’accaduto.

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