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Vicesindaco di Frosinone in cella

Ivan Cimmarusti Ci sono le tangenti della Sangalli srl, «oggetto di disputa tra le varie fazioni politiche». Poi c’è la cocaina, il vizio del vice sindaco e assessore all’ambiente di Frosinone,...

Ci sono le tangenti della Sangalli srl, «oggetto di disputa tra le varie fazioni politiche». Poi c’è la cocaina, il vizio del vice sindaco e assessore all’ambiente di Frosinone, Fulvio De Santis, che alla fine s’intasca una tangente da 250mila euro per concedere alla società il servizio di raccolta rifiuti del valore di 25 milioni di euro. Questo raccontano gli atti d’indagine della procura di Monza, che ieri ha ottenuto 46 arresti per un vasto sistema di corruzione dietro appalti pubblici nel settore ambientale. Nell’inchiesta, svolta dagli investigatori del comando provinciale di Milano della Finanza, sono coinvolte pubbliche amministrazioni di Lombardia, Piemonte, Puglia e Lazio. Ed è proprio in quest’ultima, più precisamente a Frosinone, che si consuma nel 2012 un’ipotizzata corruzione che coinvolge il vice sindaco del capoluogo, finito in manette assieme all’architetto e intermediario Giovanni Maria Ricciotti, e ai titolari della società: Giancarlo, Patrizia, Daniela e Giorgio Sangalli. Al centro dell’ipotizzato intrigo, un appalto da 25 milioni di euro che la Sangalli srl vuole accaparrarsi, per la gestione del «servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e spazzamento delle strade di Frosinone». Insomma, una commessa di tutto rispetto che avrebbe fatto gola a tanti, compreso ai politici per le tangenti. Lo dice lo stesso gip che ha convalidato gli arresti, affermando che «emerge nel corso delle indagini come “l’accaparramento” della tangente formi oggetto di disputa tra le varie fazioni politiche. Ipotizza la Procura - è annotato negli atti - che in un primo momento, per inserirsi nella gara la Sangalli si sia servita di Amedeo Mariani (politico non arrestato, ndr), detto “Grilletto”, cui sono stati consegnati 40mila euro». L’ipotesi investigativa è che «Grilletto» avesse dovuto fare da tramite fra la società e «l’assessore provinciale» di Frosinone «all’ambiente». Questa trattativa, però, presto tramonta. D’altronde sono gli stessi Sangalli nelle intercettazioni a dire che «l’assessore provinciale lascialo fuori perché crea casino e basta, poi vai a far capire, magari domani hanno una lotta politica». L’obiettivo, infatti, è di portare «avanti il filone dell’assessore diretto»: De Santis. In questo contesto si inserisce l’architetto Ricciotti, il tramite con la società, amico del vice sindaco con cui fa uso di cocaina in certi casi con taglio «anfetaminico», come emerge dalle intercettazioni. Ricciotti, però, è importante perché riporta ai Sangalli le esigenze dell’amico De Santis. Così, fa un vero e proprio panegirico della tangente: «Io o lascio perdere, perché stavo a fare l’avvocato e si guadagnava un sacco di soldi, ora da quando sto facendo il sindaco non c’ho tempo di fare i soldi (…) non c’è non c’è soluzione - continua Ricciotti - la soluzione è una sola, quella che disse tanti anni fa Signorile, che è uno del Psi e disse: “È inutile che stiamo a prenderci tutti in giro, legalizziamo le tangenti”».

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