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Dai clan alla mozzarella la signora Vallanzasca in cella per estorsione

Coinvolto anche l’ex malavitoso I pm: aveva rapporti coi casalesi

Lady Vallanzasca: dai talk show ad una cella del carcere di Milano. Antonella e Renato, il bello e dannato. Lui, faccia d’angelo. Lei, mondragonese di nascita ma da anni residente a Milano. Due menti criminali e un solo cuore. Antonella che difenda suo marito a spada tratta in tanti talk show televisivi. Antonella, quella mondragonese, che fa parte di un’organizzazione camorristica del casertano e che scala i vertici del nuovo cartello criminale nato delle ceneri del clan Esposito - La Torre. Il nome della bella donna, compagna di vita di uno dei malviventi più famosi in Italia, è emerso quasi subito dalle indagini portate avanti per due anni dagli investigatori del commissariato di Cassino. La D’agostino avrebbe avuto un ruolo di intermediazione in un’operazione di acquisizione di un hotel a Mondragone e in alcune vicende di usura. Dalle indagini risulterebbe anche il coinvolgimento dello stesso Vallanzasca, che, come fanno sapere gli inquirenti, sebbene detenuto, avrebbe mantenuto rapporti con contesti criminali, è più volte tornato a Mondragone violando le prescrizioni a cui era sottoposto per progettare di mettere in piedi un commercio di mozzarelle a Milano. Insieme ad Antonella e con il gruppo camorristico dei Perfetto. Una vita sotto i riflettori e di agi e lusso quella della coppia di malviventi più nota d’Europa. Fratelli e amici prima che coniugi. Il sostituto procuratore Cesare Sirignano traccia un profilo della donna che è molto simile, per atteggiamenti e modus operandi a quello del compagno di vita. Una casertana doc con collegamenti di spessore. Come Italo Zona, capozona con il pallino dell’imprenditoria casearia. «...Renà - dice Italo Zona a Renato Vallanzasca - mettiamo una cosa in piedi insieme lassù... mettiamo un grosso centro di smistamento di mozzarelle... una bella piattaforma... io ti mando tutti i giorni le mozzarelle!». Zona rassicura Vallanzasca sull’organizzazione del progetto: «...metto tutto io... tu trovami solo il punto e poi te lo gestisci tu... e poi lo facciamo in società... tu non devi investire niente». Un progetto, quello di importare la mozzarella di bufala mondragonese nella capitale lombarda che sfuma quando, le associazioni antimafia del nord Italia, si ribellano alla decisione dei giudici di offrire a Vallanzasca la possibilità di lavorare come commesso in un negozio di abbigliamento e quindi di poter lasciare il carcere di San Vittore durante il giorno. La levata di scudi costringe il gruppo casertano a fare marcia indietro ed a Lady Vallanzasca non resta che continuare nella sua attività di procacciatrice di affari della malavita campana. Il magistrato della Dda ha disposto nei suoi confronti l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Per lei l’accusa è quella di associazione mafiosa: 416 bis. Una donna di camorra a tutti gli effetti che è stata incastrata dal coraggio di un’altra donna. La principale vittima dell’organizzazione, infatti, è una giovane imprenditrice ciociara al quale i camorristi hanno distrutto l’attività e la speranza nel futuro. Un prestito di poche decine di migliaia di euro che in pochi mesi, con i tassi d’interesse da capogiro applicati, è arrivato a sfiorare i centomila euro. Una somma troppo grande per chi non ha altro che buone braccia e buone mani. Antonella D’Agostino quindi puntava a rilevare l’attività dell’imprenditrice. Voleva realizzare una sorta di Resort di lusso sulle rive del Garigliano. La rinuncia è arrivata quando il gruppo si è reso conto che l’imprenditrice non avrebbe chinato la testa. Non come lei, come Antonella, che per troppo amore ha sempre sopportato tutto. Comprese le tante amicizie femminili di Renato.

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