Dopo il Sinodo, tocca alla Curia. Il Consiglio dei cardinali istituito da Papa Francesco è tornato a riunirsi da ieri a S. Marta insieme al Pontefice per la seconda serie di incontri dopo quelli di ottobre, conclusi con il pellegrinaggio di Assisi. Come ha spiegato il direttore della sala stampa padre Lombardi, all’ordine del giorno dei lavori, ai quali è stato invitato anche il segretario di Stato mons. Parolin «per un primo contatto», c’è «l’esame della Curia romana in vista della sua riforma, come richiesto dalle Congregazioni dei cardinali precedenti il Conclave. È opportuno ricordare che l’orientamento – già espresso ad ottobre - non è di apportare semplici ritocchi o modifiche marginali alla Pastor Bonus, ma di lavorare per preparare una Costituzione con novità consistenti, insomma una nuova Costituzione». I cardinali hanno cominciato a passare in rassegna i vari dicasteri, a partire dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. È probabile che si vada verso un accorpamento dei dicasteri, con la soppressione di alcuni Pontifici consigli. Non è invece previsto per questi giorni alcun incontro con le Commissioni referenti nel campo economico, che dovrebbe invece tenersi a febbraio, prima del Concistoro. «Ma - ha chiarito Lombardi - non credo che in quella sede potrà essere presentata una proposta complessiva di riforma, ci vorrà più tempo». Il Papa, tranne questa mattina per l’impegno dell’udienza generale, sarà sempre presente. I cardinali, ha aggiunto padre Lombardi, hanno lavorato anche nel tempo trascorso tra le riunioni di ottobre e quelle attuali «sia sui documenti già pervenuti, sia raccogliendo ulteriori contributi e osservazioni, in particolare in occasione di incontri con Conferenze e altri organismi episcopali nei diversi continenti da cui provengono. Ciò è avvenuto in Asia, Europa, America Latina». Ieri nell’omelia a S. Marta il Papa ha detto che «non si può pensare una Chiesa senza gioia e la gioia della Chiesa è proprio questo: annunciare il nome di Gesù. Dire: Lui è il Signore. Il mio sposo è il Signore. È Dio. Lui ci salva, Lui cammina con noi». Parole che fanno riferimento da un lato all’esortazione «Evangelii Gaudium», dall’altra al tempo di Avvento che preprara al Natale. E anche in Vaticano si comincia a respirare il clima natalizio. L’altra sera, al termine del concerto solidale «La luce dei bambini», che si è tenuto nell'Aula Nervi, con la voce di Andrea Bocelli accompagnata dall'orchestra sinfonica Rossini di Pesaro e dalla Corale Quadriclavio di Bologna, mons. Parolin ha annunciato che il 21 dicembre Papa Francesco farà visita ai bambini ricoverati all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Intanto in piazza S. Pietro proseguono i preparativi per allestire l’albero di Natale e il presepe. L'albero arriverà venerdì dalla terra di Ratzinger, la Baviera. Sarà sistemato vicino all'obelisco, accanto a sessanta alberelli. L'abete è alto 25 metri, con un diametro di 98 cm, pesa 7,2 tonnellate e ha 45 anni. Al posto della tradizionale Capanna costruita dalle maestranze vaticane per ospitare le statue gigantesche di San Vincenzo Pallotti, i cui costi erano lievitati fino a 550.000 euro, arriva invece «un complesso artistico e architettonico» in stile ’700 partenopeo, offerto al Papa dalla bottega «Cantone e Costabile», attraverso il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, con il patrocinio del presidente della Regione Campania, Caldoro. Sul presepe una sopresa per il Papa: la dedica «1223-2013: 1223 San Francesco realizza il primo presepe; 2013 Francesco primo Papa ad accogliere il presepe napoletano a Roma». Oltre alla scena della Natività ci saranno 16 pastori sullo sfondo della «Campania felix».
I cardinali studiano la riforma dei dicasteri
Padre Lombardi: non saranno semplici ritocchi
