Tutto il mondo sa perfettamente che la moviola in campo è, e rimane, il mio cavallo di battaglia. Sono anni che mi batto per far applicare al calcio la tecnologia e non smetterò mai di farlo perché ritengo che il sostegno delle immagini sia lo strumento giusto e ideale per garantire equità di trattamenti e bandire le strumentalizzazioni per il nostro amato pallone. Quando il Direttore de Il Tempo mi ha invitato a scrivere su questo tema non ci ho pensato un attimo, sebbene l’attenzione stavolta sia puntata più sulla politica che sul calcio. L’episodio che ha visto protagonista il sindaco Marino in Campidoglio sarebbe passato inosservato se non ci fossero state le telecamere. Visto e rivisto al rallenty, si intuisce chiaramente che il Sindaco non ha subito alcuna gomitata e che la sua è stata una simulazione vera e propria come le tante che purtroppo si vedono ogni settimana sui campi di calcio. Certo, vedere questo tipo di atteggiamenti a un politico fa meraviglia. Non so francamente cosa volesse ottenere il Sindaco. Personalmente non amo la politica e non intendo scendere oggi su un campo per me sconosciuto, ma approfitto dell’occasione che mi ha dato Il Tempo per ribattere un concetto chiaro. Ci vuole la moviola, o meglio, le immagini televisive viste all’instant replay che consentono di verificare in tempo reale quanto accaduto. Se vogliamo la moviola è applicata in tutti i settori. Ogni angolo della città, la metro, i luoghi simbolo, sono sotto la lente del Grande Fratello della Tv. Grazie alle immagini sono stati risolti alcuni gialli. Prendo l’esempio della ragazza romena uccisa da una ombrellata agli occhi nella metro di Roma. L’aggressore, l’omicida è stata rintracciata grazie alle immagini televisive. Il punto è questo: se la tv può fornire indicazioni per risolvere omicidi, se la tv ha permesso di scoprire che il sindaco Marino aveva simulato una gomitata, non vedo perché la tv non possa supportare il lavoro degli arbitri. Quest’anno sono arrivato alla 34esima edizione de Il Processo di Biscardi e da alcuni anni mi batto affinché la tecnologia venga applicata quale sostegno alle direzioni arbitrali. È vero, oggi abbiamo un arbitro, due guardalinee, due assistenti di porta e il quarto uomo, in tutto fanno dodici occhi che costano molto e il più delle volte non riescono a vedere quanto l’occhio infallibile della Tv. Ricordo alcuni anni fa avevo al processo Marcello Nicchi quale moviolista. Anche lui era d’accordo sulla tecnologia in campo ma adesso che è presidente degli arbitri fa spallucce. Credo sia il momento di dare un calcio al passato. Loro non vogliono la moviola, ma noi dobbiamo insistere perché vogliamo campionati senza ombre. E state tranquilli che la mia battaglia continuerà. Il sindaco Marino? Fossimo nel calcio rischierebbe la prova Tv e una squalifica di almeno tre turni perché la simulazione è peggio del fallo commesso. Allora, avanti tutta con la moviola. Mettiamola in campo, e in Campidoglio.
«La gomitata? Ignazio simula In Campidoglio la prova tv»
di Aldo Biscardi Tutto il mondo sa perfettamente che la moviola in campo è, e rimane, il mio cavallo di battaglia. Sono anni che mi batto per far applicare al calcio la tecnologia e non smetterò...
