Attualità

Le donne in trincea «Mai più violenze»

Napolitano nomina Cavaliere l’avvocato sfregiata

Il mondo intero si mobilita per celebrare la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita dalle Nazioni Unite. Più di due donne su tre in tutto il globo nel corso della loro vita hanno subito violenza. È il dato diffuso dalle NU. Sono in un numero compreso tra 500mila e due milioni le persone coinvolte ogni anno in situazioni di prostituzione, lavoro forzato o schiavitù, l'80 per cento delle quali donne. Inoltre circa 130 milioni di donne nel mondo hanno subito la mutilazione genitale. Solo negli Stati Uniti, il costo economico stimato delle violenze sulle donne supera i 5,8 miliardi all'anno: 4,1 miliardi per l'assistenza sanitaria e 1,8 miliardi per il mancato lavoro. Innumerevoli nel nostro paese le iniziative nelle città italiane organizzate dai comitati «Se non ora quando». Da Ancona a Barletta, Brescia, Livorno, Padova, Caserta a Reggio Calabria. Tanti avvenimenti anche nella Capitale dove in serata il palazzo del Campidoglio si è illuminato di rosso per dire «basta violenze». Il presidente della Camera Laura Boldrini ha ricordato che «ogni anno nel nostro Paese a causa delle violenze sulle donne si spendono 17 miliardi di euro tra assistenza medica psicologica, giudiziaria, mancato lavoro e il danno subito dalla donna». A livello istituzionale tavole rotonde, incontri, consigli straordinari in tutti i luoghi più significativi e a tutti i livelli. È stata una giornata segnata anche da un fiume di dichiarazioni da personalità del mondo della politica, della scienza, dell’associazionismo. Angelino Alfano ha ricordato «l'impegno del governo, delle forze dell'ordine e di tutto il ministero che ha portato alla recente approvazione della legge contro le violenze di genere». «La violenza contro le donne non deve essere più tollerata, deve affermarsi la cultura del rispetto, della parità e del riconoscimento delle differenze» ha affermata la Delegata Anci alle Pari Opportunità Alessia De Paulis. Il concetto è risuonato perentorio in ogni sala, in ogni luogo dove si sono svolte manifestazioni contro la violenza alle donne.5 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne Claudio Mencacci, presidene della Società Italiana di Psichiatria ha ribadito che non bisogna più accettare «nessuna giustificazione psichiatrica nei casi di femminicidio se non in casi eccezionali». In effetti i dati dell’Istituto Europeo di Ricerche Economiche e Sociali (Eu.r.e.s.) dimostrano che «in oltre 400 casi, solo il 3,6 % degli uomini che hanno ucciso una donna erano portatori di una malattia mentale». Nella stragrande maggioranza sono uomini che «hanno comportamenti aggressivi, prepotenti, che non tollerano la possibilità per la donna di operare scelte autonome». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito all'avvocatessa pesarese Lucia Annibali (sfregiata con l’acidoda due sicari paati dall’ex) per il coraggio, la determinazione, la dignità con cui ha reagito alle gravi conseguenze fisiche dell'ignobile aggressione.

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