Attualità

Il patrimonio verde che rilancia il Paese

Posti di lavoro e crescita economica a patto di investire nel territorio

130 mila nuovi posti di lavoro grazie alla green economy. Questo il positivo scenario occupazionale che prospetta Federutility, nell’ambito del festival dell’acqua 2013, a patto che l’Italia sia in grado di investire nel settore idrico in termini di rispetto, tutela e riqualificazione dell’ambiente. Nel nostro Paese sono oltre 4,5 miliardi gli investimenti strategici per il servizio idrico integrato che si possono già affrontare. Federutility lo stima secondo quanto indicato dalle 34 maggiori Associate per gli «interventi immediatamente cantierabili, o già in corso d’opera, con disponibilità di risorse finanziarie». La Federazione si basa sulle linee guida dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sulla gestione della risorsa acqua, individua la manutenzione e la costruzione di nuovi impianti di fognatura e depurazione, soprattutto nel Mezzogiorno, come settori su cui concentrare la maggior parte degli investimenti. Gli interventi di protezione ambientale quali condotte fognarie e impianti di depurazione e le opere di prevenzione del rischio idrogeologico (scolmatori, invasi artificiali) rappresentano una virtuosa operazione di Green Economy, con valore anticiclico e con impatti positivi sull’occupazione. Da non sottovalutare anche l’aspetto della sicurezza legato al tema dei cambiamenti climatici in corso nel nostro pianeta, dalla desertificazione all’impoverimento delle falde, alla fragilità del territorio. Sempre più spesso, infatti, anche il nostro Paese si trova ad affrontare eventi atmosferici imprevedibili e straordinari, come alluvioni e straripamenti o acquazzoni che trovano spesso i sistemi fognari inadeguati. I Piani d’Ambito delle Ato, ovvero le assemblee dei Sindaci che definiscono il fabbisogno infrastrutturale e impiantistico dei rispettivi territori, hanno definito un fabbisogno di investimenti pari a 65 miliardi di euro per i prossimi 30 anni. Si tratterebbe, dunque, di prevedere investimenti pari ad una media annuale di 2,2 miliardi di euro, ovvero poco meno di 40 euro per cittadino l’anno, mentre l’attuale livello nazionale di investimenti è pari solo a 26 euro/abitante/anno (ovvero 1,2 miliardi all’anno, di cui appena il 10% provenienti da fondi pubblici). Un dato rilevante se confrontato al livello di investimenti nei paesi Ocse, pari circa a 80 euro/abitante/anno. Puntare sulla green economy nel settore idrico sarebbe dunque la strada vincente per togliere all’Italia il ruolo di fanalino di coda in Europa in materia di gestione della risorsa acqua.

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