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Il governo convoca i creditori e allunga la vita ad Alitalia

Filippo Calerif.caleri@iltempo.it Nel mezzo di una crisi di governo di non facile gestione, Letta trova il tempo di incontrare i creditori di Alitalia per chiedere sostegno alla compagnia in preda...

Nel mezzo di una crisi di governo di non facile gestione, Letta trova il tempo di incontrare i creditori di Alitalia per chiedere sostegno alla compagnia in preda a una crisi di liquidità. L’azienda guidata da Gabriele Del Torchio ha, infatti, la cassa ridotta al lumicino ed è costretta spesso a far saltare voli perché i fornitori pretendono il pagamento cash del carburante. Insomma di questo passo l’azienda potrebbe essere costretta a lasciare le chiavi sul cruscotto e gli aerei a terra. Proprio per evitare il default che consegnerebbe la compagnia a prezzo di saldo agli stranieri, Air France in primis, il capo dell’esecutivo ha chiamato a Palazzo Chigi i vertici della compagnia, ma anche rappresentanti di Aeroporti di Roma, delle banche finanziatrici (Unicredit e Intesa), e delle altre società a vario titolo interessate come Sace, Atlantia ed Eni. A loro, Letta e i ministri presenti, hanno chiesto una dilazione dei pagamenti e la concessione di credito. A chi per le tariffe come Aeroporti di Roma, a chi per il carburante come Eni, a chi per i fidi come le due banche, a tutti è stato richiesto uno sforzo supplementare per consentire ad Alitalia di uscire dalle secche della crisi nella quale si trova. Si è trattato di un confronto «costruttivo» sulla situazione di difficoltà dell’Alitalia con diverse ipotesi in campo, ha poi confermato in una nota di Palazzo Chigi al termine dell’incontro. Il tavolo è stato aggiornato alla prossima settimana. «Si è svolta a Palazzo Chigi una riunione su Alitalia. All’incontro, presieduto dal governo - ha spiegato la nota - hanno partecipato, oltre ai vertici aziendali, esponenti del sistema bancario, assicurativo, imprenditoriale. Nel corso della riunione si è svolto un confronto sulla situazione di difficoltà della compagnia di trasporto aereo discutendo con spirito costruttivo - sulla base del piano rappresentato dal presidente e dall’ad - diverse ipotesi volte a consentire il superamento dell’attuale fase congiunturale. In considerazione della situazione politica, il tavolo tornerà a riunirsi all'inizio della settimana prossima». Fin qui la nota ufficiale. Nel corso dell’incontro però i rappresentanti avrebbero dato un primo assenso alla concessione di ossigeno finanziario alla compagnia, ma condizionato a una garanzia da parte dello Stato sul rientro dei prestiti, vecchi e nuovi. In sintesi sì all’aiuto, a patto che sia chiaro che, se in futuro arrivasse una fase di difficoltà, i fornitori possano bussare allo Stato per riottenere i loro soldi. Il problema è ora quello di strutturare la garanzia senza che Bruxelles alzi il cartellino giallo dell’aiuto di Stato. A queste ipotesi si lavorerà nei prossimi giorni. Escluso per ora l’arrivo della Cassa Depositi e Prestiti, che non può entrare in aziende in perdita, questa strada potrebbe essere battuta in una seconda fase, a capitalizzazione avvenuta, e ad azienda più solida, grazie all’arrivo di un «cavaliere bianco» che sottoscriva l’inoptato della ricapitalizzazione alle porte. Ipotesi estrema, ma sensata, vista la concorrenza nel medio tratto tra treno e aereo, l’arrivo di Ferrovie. In fondo l’ad Moretti stacercando di comprare linee di bus perché ragiona in termini di sistema dei trasporti integrato: gomma, rotaia, aereo. Una visione da paese moderno.

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