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Santa Sede: orrore e preoccupazione per uso armi chimiche

Così le parole del responsabile vaticano per i rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Mamberti, nel briefing tentuto per gli ambasciatori accreditati in Vaticano

"Orrore e preoccupazione per le conseguenze del possibile impiego di armi chimiche". Queste le parole del responsabile vaticano per i rapporti con gli Stati, arcivescovo Dominique Mamberti che - nel briefing tenuto per gli ambasciatori accreditati in Vaticano - ha ricordato "le tante vittime innocenti degli attacchi del 21 agosto scorso". "Davanti a fatti simili - ha spiegato - non si puo' tacere, e la Santa Sede auspica che le istituzioni competenti facciano chiarezza e che i responsabili rendano conto alla giustizia".  "Tali deplorevoli atti - ha sottolineato il presule - hanno suscitato le note reazioni anche in ambito internazionale. E il Santo Padre da parte sua ha fatto presente con gravita' e fermezza che 'c'e' un giudizio di Dio e anche un giudizio della storia sulle nostre azioni a cui non si puo' sfuggire' , ribadendo che non e' mai l'uso della violenza che porta alla pace, anzi che la violenza chiama violenza". "L'accorato appello del Papa - ha spiegato Mamberti - si fa interprete del desiderio di pace che sale da ogni parte della terra, dal cuore di ogni uomo di buona volonta'". "Nella concreta situazione storica segnata da violenze e guerre in molti luoghi, la voce del Papa - dunque - si leva in un momento particolarmente grave e delicato del lungo conflitto siriano, che ha visto gia' troppa sofferenza, devastazione e dolore". Monsignor Mamberti ha citato anche il nunzio Apostolico a Damasco, monsignor. Mario Zenari, rilevando come abbia "ribadito a piu' riprese la posizione della Santa Sede e rimanendo sul posto manifesta la sollecitudine e la vicinanza del Santo Padre alla cara popolazione siriana".   Il responsabile vaticano per i rapporti con gli Stati ha quindi rilevato "le drammatiche conseguenze del conflitto, che ha provocato piu' di 110.000 morti, innumerevoli feriti, piu' di 4 milioni di sfollati interni e piu' di due milioni di rifugiati nei Paesi vicini". "Di fronte a questa tragica situazione - ha detto - si rivela assolutamente prioritario far cessare la violenza, che continua a seminare morte e distruzione e che rischia di coinvolgere non solo gli altri Paesi della Regione, ma anche di avere conseguenze imprevedibili in varie parti del mondo". "All'appello alle parti di non chiudersi nei propri interessi ma di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell'incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione, si aggiunge - ha poi concluso illustrando le parole dette dal Papa il primo settembre - quello alla Comunita' Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sempre sul dialogo e sul negoziato".

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