Attualità

La catena umana commuove Napolitano

Profughi soccorsi dai bagnanti a Siracusa

Gli occhi seguivano avidi la scena sullo schermo della televisione. E il cuore del vecchio presidente esultava. Così, ieri, Giorgio Napolitano ha voluto dar voce al suo entusiasmo per quell’esempio di spontaneo soccorso. «Le immagini trasmesse dalla tv delle decine di bagnanti, sulla spiaggia di Morghella-Pachino, che si sono spinti generosamente in mare per aiutare profughi provenienti dalla Siria, in gran parte bambini, a raggiungere la riva mettendosi in salvo, sono di quelle che fanno onore all’Italia», ha voluto sottolineare il Capo dello Stato in un comunicato del Quirinale. Sì, perché, di fronte a tante immagini di bagnanti che continuano indifferenti a godersi il sole in spiaggia accanto a un cadavere, com’è successo più volte e come la cronaca ha puntualmente testimoniato, l’episodio di giovedì rinfranca e ci riconcilia con la nostra antica tradizione di accoglienza. Una scena che mostra «come, di fronte alla tragedia, quotidianamente vissuta a Lampedusa e altrove, di quanti cercano asilo fuggendo da guerre e persecuzioni - si legge ancora nella nota del Colle - prevalga negli italiani un senso di umanità e solidarietà più forte di ogni pregiudizio e paura». I «vacanzieri» hanno aiutato la Guardia costiera a trarre in salvo circa 160 migranti, tra i quali donne in stato interessante e una cinquantina di bambini, la maggior parte dei quali al di sotto dei tre anni. La segnalazione era arrivata tramite il numero per le emergenze in mare (1530). Un bagnante aveva avvisato la Guardia costiera sulla presenza di un barcone a pochi metri dalla riva. Sul posto sono state inviate due motovedette e due gommoni. Non appena la «carretta» si era arenata, alcuni migranti hanno provato a raggiungere la riva a nuoto, rischiando la vita. Ma la maggior parte è stata tratta in salvo dagli uomini della Guardia costiera, mentre alcuni turisti, abbandonati lettini e ombrelloni, hanno formato una catena umana. Un altro sbarco c’è stato in Calabria. Una barca a vela è approdata nel porto di Reggio. A bordo, 160 cittadini siriani e afghani, tra i quali 36 donne, 29 bambini e numerosi minori. Sarebbero partiti dalla Turchia e avrebbero navigato per circa 4 giorni prima di giungere davanti alle coste italiane. Durante le operazioni ha perso la vita, stroncato da un infarto, il colonnello Cosimo Fazio, capo della polizia municipale della città ed ex ufficiale della Benemerita. Un sacrificio ricordato sempre da Napolitano in un messaggio di cordoglio al Comandante generale dell’Arma Leonardo Gallitelli. Due turchi, presunti scafisti responsabili dell’arrivo dei migranti, sono stati sottoposti a fermo per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dal primo agosto 2012 al 10 agosto 2013 sulle coste italiane sono sbarcati 24.277 migranti: poco più di un terzo (8.932) sono arrivati tra il primo luglio e il 10 agosto scorso. I dati dell’attività del Viminale sono stati resi noti in occasione del Ferragosto. Nell’ultimo anno, sono stati rilasciati o rinnovati 107.537 permessi di soggiorno per lavoro autonomo e 752.715 per lavoro subordinato; 478.508 i ricongiungimenti. Al 31 luglio scorso, gli stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese erano 3.863.264: la nazionalità più rappresentata è il Marocco (526.893) davanti ad Albania (506.515), Cina (317.673), Ucraina (232.444) e Filippine (163.117). Il maggior numero di stranieri regolari vive a Milano (457.005), e poi a Roma (321.380), a Brescia (163.929), a Torino (125.357) e a Bergamo (122.422). Le richieste di protezione internazionale sono state 11.068.

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