Sei morti. Tutti avevano meno di trent'anni, uno appena 13 o 15. Quei circa quaranta metri che dividevano il barcone (che si era arenato probabilmente in una secca) dalla battigia di un lido di Catania, per loro, sono stati fatali. Mentre i restanti 114 compagni di sventura, tra cui anche 17 bambini, sono riusciti salvarsi, arrivando a nuoto a riva. Erano in mare da circa una settimana. Un bambino disidratato è stato ricoverato per precauzione in un ospedale di Catania, nulla di grave. È l'ennesima tragedia nelle coste siciliane dove in questi ultimi giorni sono sbarcati oltre 800 extracomunitari, mietendo più di 20 vittime. «Questo barcone si è incagliato a 30-40 metri dalla battigia - ha raccontato Roberto D'Arrigo, capitano di fregata della Guardia costiera di Catania - E così gli emigranti hanno raggiunto la riva, ma purtroppo, sei di loro non ce l'hanno fatta e sono stati rinvenuti cadaveri». Il dramma s'è consumato intorno alle 5,30 del mattino. I migranti sono stati soccorsi dalle forze dell'ordine, guardia costiera e vigili del fuoco, che li hanno trasferiti nel porto di Catania per ristorarli e identificarli. In quel momento, una nave da crociera con 1200 vacanzieri a bordo stava per attraccare nello stesso porto etneo. Due facce della stessa medaglia: la vita. Tante le ipotesi sulla tragedia. La più accreditata è che gli scafisti potrebbero avere seguito le navi da crociera con rotta verso Catania nell'intento di raggiungere una meta più sicura, ma soprattutto meno sorvegliata dalle forze dell'ordine, rispetto a quella agrigentina, ragusana e siracusana. E di notte, quando ancora il cielo era buio, per una banale fatalità, il barcone con a bordo 120 migranti s'è incastrato in una secca, costringendo gli extracomunitari a buttarsi in un mare più profondo del previsto per via di una depressione del fondale. Che è stata fatale per le 6 vittime. Il procuratore capo di Catania, Giovanni Salvi, ha aperto un'inchiesta che, come lui stesso ha detto, coordinerà personalmente. Alla stessa ora, intanto, la guardia costiera soccorreva un altro barcone, con a bordo 83 migranti a 73 miglia a sud est di Capo Passero (Siracusa). Tutti sono stati portati a riva, grazie anche al mercantile americano Maersk Utah che con i suoi 300 metri di lunghezza, ha reso più agevoli le operazioni. La tragedia di Catania sembra andare oltre i cosiddetti viaggi della speranza. C'è chi teme che ancora il peggio deve avvenire, tenuto conto che la maggior parte dei superstiti sono siriani. A cominciare da Amnesty International, secondo cui, «il prodotto della tragedia siriana non crei tragedia in chi cerca riparo altrove». Per monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, promossa dalla Cei, invece, con questa tragedia «ritornano con forza le parole pronunciate da Papa Francesco a Lampedusa perché questi fatti non siano dimenticati a causa dell'indifferenza».
Sei migranti annegati a pochi metri dalla riva
Il loro barcone si era arenato in una secca
