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«Ottimismo» sul sequestro di Quirico

«Cauto ottimismo» dei Servizi di sicurezza sul sequestro di Domenico Quirico, il giornalista del quotidiano La Stampa di cui si sono perse le tracce in Siria dal 9 aprile scorso. È quanto avrebbe...

«Cauto ottimismo» dei Servizi di sicurezza sul sequestro di Domenico Quirico, il giornalista del quotidiano La Stampa di cui si sono perse le tracce in Siria dal 9 aprile scorso. È quanto avrebbe riferito al Copasir il direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis), Giampiero Massolo. Il numero uno dell’Intelligence italiana, riferiscono fonti di palazzo San Macuto, avrebbe confermato al Comitato presieduto ieri dal vice presidente, Giuseppe Esposito, che il giornalista è stato preso in ostaggio da gruppi di criminalità ordinaria, comunque vicini ad Al Qaeda, e questo farebbe sì che la trattativa in corso si prefiguri come meno complicata. Il ministro degli Esteri Emma Bonino tre giorni fa ha dichiarato di sentirsi «speranzosa anche se è molto difficile perché i gruppi che combattono sono molto diversi». Le speranze arriverebbero «solo per la telefonata ma anche grazie a altri contatti, con diversi canali, che si interrompono e riprendono. Vorrei dire a Quirico e a sua moglie che non ci diamo per persi». Domenco Quirico è caposervizio esteri, corrispondente da Parigi e inviato di guerra. Nell’agosto del 2011 venne rapito mentre si trovava in Libia e venne liberato dopo due giorni. A partire dal 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come inviato di guerra, di lui si perse ogni tracccia, finché il 6 giugno scorso è stata diffusa la notizia che Quirico era ancora vivo. E adesso c’è ottimismo da parte del governo italiano sulla sua liberazione.

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