Attualità

Il Fisco nelle località estive dei Vip

Lotta agli evasori a Porto Cervo, Porto Rotondo, Capri e Portofino Al setaccio ristoranti, gioiellerie e discoteche anche in Puglia e Sicilia

Discoteche, bar, negozi tra cui moltissime gioiellerie, centri benessere, ristoranti e stabilimenti passati al setaccio per scovare i furbetti del Fisco. Oltre cento i controlli effettuati tra venerdì sera e sabato nella località balneari dei Vip: Porto Cervo, Capri, Portofino, Taormina, Gallipoli e Santa Margherita. Gli esercizi controllati sono stati selezionati a seguito di una preventiva approfondita attività di analisi del rischio basata su elementi informativi presenti nell’Anagrafe Tributaria (ma anche derivanti dalla conoscenza del territorio) che hanno fatto emergere anomalie e assenza di controlli negli ultimi anni. I controlli presso i locali notturni sono stati svolti insieme agli uomini della Siae (anche la selezione è avvenuta con il loro supporto). A Porto Cervo e Porto Rotondo (Sardegna) sono stati controllati 14 tra gioiellerie, spa, discoteche (alcuni con lido, ristorante e bar inclusi). A Portofino e Santa Margherita, in Liguria, le ispezioni sono state svolte in 10 locali. A Iesolo e Sottomarina in Veneto sono state setacciati 26 esercizi commerciali, ristoranti e locali notturni. In Puglia i controlli hanno riguardato 36 esercizi a Monopoli, Molfetta, Bari, Torre a Mare, Margherita di Savoia, Bisceglie, Barletta, Fasano, Ostuni, Mesagne, Peschici, Vieste, Mattinata, Legge, Gallipoli, Porto Cesareo, Cutrofano, Taranto, Leporano. In Sicilia i controlli hanno riguardato 5 esercizi a Taormina, Cefalù e Catania. Una maxioperazione non senza precedenti. Fece scalpore quella effettuata tra Capodanno e i primi giorni di gennaio 2012 a Cortina, Cui hanno fatto seguito, tra gennaio e febbraio dello stesso anno a Milano, Corumayer, Sanremo e a Roma, dove a finire sotto la lente dell’Agenzia delle entrate furono le grandi griffe di via Condotti, piazza di Spagna e via del Corso, i locali di Trastevere, i negozi dell’Eur e di via Cola di Rienzo e i locali di Ostia. Ma, come avvenuto nel 2012, anche il blitz dello scorso week-end scatena polemiche. «Tutti devono pagare. I controlli vanno fatti - dice il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Pdl) - L’economia è al collasso. Il turismo è in crisi. E che si fa? Un bel blitz fiscale a colpi di controlli tanto per mettere ancora più in crisi le imprese turistiche e creare il panico tra i cittadini». «Ma a chi vengono queste idee geniali? - attacca Gasparri - Perché i controlli non vengono fatti con regolarità senza azioni spettacolari che partono da una presunzione di colpa e dalla volontà di fare scena? Pagare è doveroso. Mandare l’economia all’aria era una passione di Monti. Perché imitarlo caro Enrico Letta? Il fisco va rispettato ma i cittadini pure. Soprattutto in un momento di crisi profonda». Crtica anche la Fipe Confcommercio, secondo cui i controlli «sono necessari per ripristinare regole corrette per tutti ma non vanno fatti attraverso la spettacolarizzazione». «Come Fipe - spiega il presidente Enrico Stoppani - ritengo che seppure sia giusto compiere gli accertamenti, sia sbagliato tuttavia farlo in orari di punta quando ci sono clienti e dipendenti. Ritengo sia opportuno rispettare le esigenze degli ispettori ma anche degli imprenditori». Una posizione che la Fipe aveva già espresso in occasione del blitz di Cortina. Il presidente della Confesercenti della Puglia Salvatore Santese chiede dal canto suo di evitare «blitz mediatici». «Sempre rispettando e auspicando la legalità - dice - queste operazioni mi sembrano essenzialmente legate al fatto che si fanno in località famose. In questo modo lo scopo sembra essere quello di renderle famose. La legalità ci vuole sempre non solo durante l’arrivo dei turisti nei posti famosi».

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