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Pamela Genini, il giallo delle impronte sulla bara. “Tre tracce”, la soffiata a Quarto Grado

Foto: Mediaset

Salvatore Martelli
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A chi appartengono le impronte trovate sulla bara di Pamela Genini? È questa la domanda che gli investigatori si fanno a pochi giorni dall’orribile sfregio fatto alla giovane bergamasca uccisa a Milano dal compagno con oltre 70 coltellate. Sulla bara profanata della ragazza infatti sarebbero state ritrovate tre impronte, due in corrispondenza dei piedi e una della testa. Tracce che al momento non avrebbero trovato una corrispondenza e su cui gli uomini delle forze dell’ordine stanno lavorando. 

 

 

Come ricostruito da Quarto Grado le indagini si muovono in diverse direzioni e sarebbe stato interrogato per quasi 12 ore l’amico di Pamela Francesco Dolci, intercettato dai giornalisti all’uscita dal comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo. Un interrogatorio lunghissimo alla fine del quale, l’uomo ha ripetuto più volte ai cronisti una frase criptica: “Il vaso di Pandora sta per essere scoperchiato”. Ma a cosa si riferisce l’uomo che al momento non sarebbe indagato? Ciò che è certo è che sarebbero state acquisite le foto scattate da Dolci alla tomba di Pamela. Il giovane infatti ha più volte fotografato il loculo dove era sepolta la 29enne e il perché lo ha spiegato ai microfoni della trasmissione Mediaset. Dolci ha infatti mostrato a Rete 4 le chat avute con alcune amiche di Pamela in cui criticava lo stato di abbandono della tomba della ragazza e questo spiegherebbe il perché degli scatti. 

 

 

Il nodo però delle impronte rimane: visionando le immagini della tumulazione di Pamela, nessuno tra chi ha deposto il feretro avrebbe potuto lasciarle. Ma il mistero rimane comunque. Ci sono poi i dubbi relativi a quanto tempo ignoti avrebbero impiegato per compiere questo sfregio al corpo di Pamela. Secondo Viviano Dadda, titolare di onoranze funebri intervistato dalla trasmissione, avrebbero impiegato più di due ore e questo sarebbe potuto accadere solo di notte quando il cimitero era chiuso. Un’operazione che al momento non trova spiegazioni. Ma le domande che si fanno gli investigatori sono ancora molte altre. Perché sfregiare il corpo della vittima? Perché sottrarne la testa? Quanti erano i responsabili di questa vicenda? E infine, dove si trova adesso la testa di Pamela? Misteri su misteri.

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