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Migranti, ecco l'umanità della Francia: Italia apra i porti o niente ricollocamenti

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Francia e Germania non parteciperanno alla ricollocazione dei migranti se l'Italia continuerà nella linea dura contro le navi delle Ong e non aprirà i porti. Il ministro dell’Interno fracese, Gérald Darmanin, al suo arrivo al Consiglio straordinario Ue Affari interni ha illustrato la linea di Parigi sulla questione migranti dopo il caso Ocean Viking. "Se l’Italia non prende le barche e non accetta la legge del mare e il porto più sicuro, non c’è alcun motivo per cui un Paese che debba fare i ricollocamenti, sia Francia o Germania, sia lo stesso che accoglie le imbarcazioni", ha detto Darmanin. "E così finché il Paese sarà lo stesso che fa i trasferimenti e che riceve le barche, non implementeremo questi trasferimenti. Il nostro desiderio ovviamente è di riprendere questo meccanismo, poiché è l’unico che consente di distribuire le difficoltà in tutta Europa e di costringere i paesi dal primo arrivo come l’Italia a mettere in atto i confini di cui abbiamo bisogno", ha aggiunto.

 

Parole che tradiscono l'ipocrisia francese di fondo, dato che finora Parigi ne ha accolti pochissimi con le ricollocazioni e solo dalla Ocean Viking sbarcata a Tolone ha respinto 123 soccorsi su 234.

 

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sta partecipando al Consiglio straoridnario Ue Interni a Bruxelles per la prima volta e da quanto si apprende non sono previsti incontri bilaterali con il suo omologo francese Darmanin. Ma non sono esclusi scambi di opinione informale. Il ministro francese è tornato a chiedere all’Italia e ai paesi di primo arrivo di aprire i porti alle imbarcazioni di migranti, comprese quelle delle Ong, solo allora Parigi parteciperà al meccanismo di ricollocamento volontario sottoscritto nel giugno scorso.  E nei giorni più caldi del braccio di ferro Roma-Parigi, la Francia aveva parlato di "scelte prive di umanità" dda parte del governo di Giorgia Meloni...

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