“Non ho paura della censura, posso tranquillamente dire ‘guerra’. Nessuno me lo vieta. Ma credo sia più giusto dire che è un’operazione speciale, perché non posso dire che c’è la guerra tra due Paesi se i rapporti commerciali continuano ad andare avanti.” Lo afferma Petr Fedorov, giornalista e capo del dipartimento rapporti internazionali della tv russa RTR. Fedorov è ospite in collegamento da Mosca di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, il talk show politico in onda su La7. Durante la puntata di venerdì 1 aprile, il giornalista ha affrontato il tema della censura nel suo Paese e ovviamente quello della guerra in Ucraina, invasa ormai da quaranta giorni dalla Russia.
"Nato e Usa fanno la guerra col c**o nostro", Fulvio Grimaldi incendiario a Dimartedì: il mondo sta con Putin“Potete anche chiamarla guerra ma dovete sapere che Kiev e Mosca non si trovano attualmente in condizione di guerra. L’Ucraina non ha dichiarato guerra alla Russia” sottolinea Fedorov, e infatti ufficialmente non è così ma certamente le città ucraine sono state bombardate e, seppur con difficoltà, sono state registrate diverse vittime". La tesi provoca la reazione stizzita della Gruber, che interrompe il russo e sottolinea come nei fatti quella che vediamo da più di un mese è una guerra a tutti gli effetti ma l'altro non cede e resta sulla sua posizione.
"Una nuova guerra fredda", Il giornalista Bill Emmott avverte l'Italia: preparatevi a fare a meno del gas russoIl conflitto nei progetti di Mosca doveva essere una guerra lampo. “Il piano iniziale effettivamente era più ottimistico ma perdere questa guerra, se volete chiamarla così, non è possibile perché abbiamo un potenziale molto più alto” afferma il giornalista russo. A differenza della prima guerra mondiale, “adesso abbiamo le forze, le nostre armate hanno quasi preso Mariupol e si trovano sul territorio dell’Ucraina. Il Donbass verrà liberato totalmente” conclude.
Otto e mezzo, Lucio Caracciolo e lo scenario tragico sulla guerra in Ucraina: "Come finirà senza compromesso"Risponde al giornalista il direttore di Limes Lucio Caracciolo, ormai ospite fisso del salotto televisivo: “L’obiettivo ottimistico della Russia era quello di entrare a Kiev trionfalmente e prendere controllo dell’Ucraina, ma ormai questo è escluso. L’altra possibilità è prendere una parte di Ucraina, ma questo comporta la distruzione di buona parte del Paese. Cosa resterà dell’Ucraina dopo questa guerra?”.
