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I veri numeri della variante Delta: nel Lazio schizza al 34 per cento dei casi. Caccia alla mutazione Kappa

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La corsa della variante Delta preoccupa anche l'Italia. Nel Lazio in un mese c'è stato un netto incremento della mutazione precedentemente chiamata "indiana", che è  salita al 34,9 per cento secondo quanto emerge dall’ultimo studio del Seresmi - Istituto Spallanzani che mostra come in un mese "vi sia stato un incremento di 10 volte della proporzione di variante Delta sul territorio regionale passando dal 3,4 per cento della survey del 18 maggio al 34,9 per cento di quella di oggi. Il 74,5 per cento dei casi con variante Delta risulta non vaccinato, tale proporzione raggiunge il 94 per cento se si aggiungono anche i parzialmente vaccinati con una sola dose", spiega l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

 

E nel resto d'Italia? Nel nostro Paese al 22 giugno scorso la variante Delta aveva una prevalenza pari al 22,7% ed è stata identificata in 16 Regioni e Province autonome, con un range tra lo 0 e il 70,6%. La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute, insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. «La prevalenza della cosiddetta variante Alfa (B.1.1.7)» o inglese «di Sars-CoV-2 era del 57,8%, in calo rispetto all’88,1% del 18 maggio, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 16,7% e il 100%. Alla stessa data la variante cosiddetta Gamma (P.1)» o brasiliana «aveva una prevalenza pari a 11,8% (con un range tra 0 e 37,5%, mentre nella precedente survay era al 7,3%)», indica l’analisi.

 

L’indagine - precisa l’Iss - integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate, ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione. La cosiddetta variante Kappa, ad esempio, uno dei sottotipi della Delta, non è stata trovata nella flash survey - si legge - ma diversi casi sono stati segnalati sulla piattaforma integrata che invece raccoglie le analisi giorno per giorno. Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus.

 

Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e, se possibile, per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni e Pa e complessivamente 113 laboratori e sono stati sequenziati 772 campioni, la quasi totalità di quelli eleggibili per la survey nella giornata scelta.

 

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